Essere o essere

Se la concezione corretta di scuola e di classe è davvero quella di un luogo in cui i ragazzi possono confrontarsi ed esprimere le proprie idee ed il proprio io, allora la nostra classe mi piacerebbe da matti.
Confrontarsi, le nostre concezioni della vita e della morale sono saltati fuori come grilli, mettendo a dura prova il “semprecattolico” Simone e la “semprepiùatea” Chiara.
Un dibattito che avviene da un’eternità, ma che forse non viene mai ridimensionato per far parte della moderna visione del mondo dei giovani e che oggi tenteremo di farvi conoscere da vicino: i valori morali cattolici sono da preferire agli altri?
Anzitutto il dibattito è nato in seguito ad un espressione di Simone: “Crescere nell’ambiente oratoriano aiuta a diventare onesti cittadini” che ha creato immediatamente la necessità di replicare con un :” Perché? Fuori dall’ambiente oratoriano non si può diventare onesti cittadini? Non potrebbe essere lo Stato ad educarci in tal senso? Ciò che tu vedi nella religione, io lo vedo nella buona politica! La formazione del buon cittadino, il recupero dei poveri e dei più disagiati: questi sono i valori in cui credo e per cui non ho bisogno di credere in Dio”.
Ne è scaturita una discussione infervorata in cui Simone sosteneva che la Chiesa dovrebbe essere scelta come luogo in cui educare i propri figli perché il vero problema, oggi, risiede proprio nel fatto che ciò non accade: il “cattolico moderno” non porta più i suoi figli in Chiesa o in oratorio perché vengano educati.
“Io penso ,invece, che sia proprio il sintomo di un’evoluzione del pensiero: si è riusciti finalmente a scindere e distinguere tra l’educazione dei figli e la propria intima e personale fede”, ribatteva Chiara.
Quello che sosteneva Simone è che bisognerebbe provare ad educare i figli non solo nella morale, ma anche nella religione. Questo il nocciolo della questione: è giusto imporre ai propri figli la propria religione e relativa morale? Un cattolico, come Simone, ti risponderà sempre di si; una non religiosa, come Chiara, ti dirà sempre di no. A voi le conclusioni: la risposta giusta non esiste, è un’opera di coscienza, da fede cieca o essenza di quest’ultima, dalla fiducia nei valori che la Chiesa darà a tuo figlio o nella fiducia nel fatto che non ne avrai bisogno per educarlo.
La risposta, signori, non esiste, ma il porsi la domanda è sempre necessario, ovvero prendiamoci la briga di pensare e non cediamo al qualunquismo.
CHIARA SOLITO
SIMONE PULIERI

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