“IO ALLA TUA ETÀ…”

I genitori… gli adulti da noi adolescenti più temuti sulla faccia della terra; coloro che ci danno sempre ordini e che ci rendono dei perfetti schiavetti telecomandati, ma soprattutto coloro che ci impongono un sacco di regole da rispettare e che pretendono che la nostra generazione sia come la loro. “Metti in ordine la stanza!”, “Rifai il letto!”, “Apparecchia!”, “Passa l’aspirapolvere!”, “Studia!”, “Vai a dormire!”, “Se ti prendo ti distruggo!”, “Non puoi uscire così!”, “Copriti!”, “Ma che sono un bancomat?!”, ma soprattutto “Io alla tua età non ero così!”. Sono frasi e ordini che noi ragazzi ci sentiamo dire ogni giorno. Quella che personalmente odio di più è “Io alla tua età non ero così!”, perché con questa espressione coloro che ci hanno creato, vogliono farci intendere che la nostra generazione, considerata quella dei ragazzi svogliati, si comporta in modo sbagliato e dovremmo essere come loro alla nostra età: puntuali, svegli, attenti, precisi, rispettosi del prossimo e delle regole. Gli adulti però non hanno ancora compreso che il mondo è cambiato, che ora, al posto del trenino di legno c’è il telefono, che invece delle lettere c’è il telefono, che al posto dei libri c’è il telefono, insomma… che esiste la tecnologia. Io conosco addirittura persone, come mio padre, che sono state talmente traumatizzate dall’arrivo della tecnologia, che non hanno “whatsapp”. La cosa bella, però, è che un pomeriggio, stanca dei continui rimproveri, ho parlato con i miei nonni su come erano i miei genitori e ho scoperto che in realtà loro erano esattamente come me!!!!!!

Silvia Preziosa 3^E

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