ALLARME SOCIALE: BULLISMO E CYBERBULLISMO TRA GLI ADOLESCENTI

Con il termine “bullismo” si intendono le azioni aggressive o i comportamenti di prepotenza, offesa ed esclusione, compiuti volutamente e in modo frequente da una o più persone ai danni di altre persone. Esso è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi.

Il “cyberbullismo” (  ossia  – bullismo online-) è il termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico attuato mediante gli strumenti della rete. Il cyberbullismo può a volte costituire una vera e propria violazione del Codice civile e del Codice penale e, per quanto riguarda l’ordinamento italiano, del Codice della Pryvacy (D.Lgs n. 196/2003).

Oggi il 34% del bullismo è online, in chat e viene definito cyberbullismo. Pur presentandosi in forma diversa, anche quello su internet è bullismo; infatti anche far circolare delle foto spiacevoli o inviare mail contenenti materiale offensivo può costituire un danno psicologico per chi subisce queste  azioni. In Italia, secondo l’Indagine nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubblicata nel 2011 ( fonte: Eurispes, Telefono Azzurro, 2011), un quinto dei ragazzi ha trovato in internet informazioni false sul proprio conto. Con minore frequenza si registrano casi di messaggi, foto o video dai contenuti offensivi e minacciosi, ricevuti dal 4,3 del campione; analoga percentuale (4,7%) si registra anche per le  situazioni di esclusione intenzionali dai gruppi online.

Al giorno d’oggi quanti giovani si sentono fieri di essere dei bravi ragazzi? Molto pochi. Ormai ritengono sia un titolo da perdenti; preferiscono assumere quello stupido comportamento da persone dure e insensibili per imitare i coetanei ed essere meglio accettati all’interno del gruppo dei pari.

Per capire a fondo la questione bisogna  analizzare i personaggi e le situazioni che entrano in gioco: i bulli, le vittime, le reazioni. I bulli si ritengono leader; per comandare e manipolare hanno bisogno di qualcuno più debole e che non faccia parte del gruppo per coprirlo di insulti, prese in giro, per deriderlo e ferirlo in qualunque maniera.

Ma cosa si nasconde dietro questa figura? Si tratta di ragazzi con problemi familiari che esercitando atti di violenza e di sopruso trovano una via per sfogarsi; oppure l’eccessiva autostima e il bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione non permette loro di fare propri i valori positivi della vita.

Il problema deve essere affrontato su più fronti; sono gli educatori, gli insegnanti, i genitori che dovrebbero far capire ai ragazzi che i veri valori sono altri e che la prepotenza e l’insensibilità verso i compagni e soprattutto i deboli non è degna delle persone civili. Una volta diventati adulti questi ragazzi non saranno in grado di rispettare le leggi ed avere una giusta collocazione nella società civile, requisiti fondamentali del vivere comune.

Di Vagno Sara, Mura Sara, Zito Raffaele, Zupa Francesca. Classe 2° B

 

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