Il tiro a segno: viaggio alla scoperta del tiro perfetto

Svuotate la mente. Fuori l’aria dai polmoni, lentamente, poi trattenete il respiro. Ascoltate il vostro battito del cuore. Assaporate l’armonia di vivere nell’attimo presente. È forse una lezione di yoga? Beh, aspettate, non mi avete fatto finire: adesso tirate il grilletto. Ebbene sì. Dopo calcio, tennis e ciclismo, è arrivato il momento di analizzare il tiro a segno, la specialità olimpica in cui atleta e strumento diventano tra loro complementari per ottenere la performance ottimale, la perfetta unione tra talento umano e tecnologia di precisione.

Alla ricerca del tiro perfetto, del “10” al centro del bersaglio

L’obiettivo di questo sport è uno solo: centrare quel famoso ‘10’ nel bel mezzo del bersaglio. Tuttavia quello che succede sul bersaglio non è altro che la diretta conseguenza di un processo complesso, fatto di gesti tecnici e leggi fisiche. Una serie di fasi che abbiamo deciso di illustrare, in vero stile investigativo, ossia risalendo dall’impatto del proiettile sul bersaglio fino alla decisione iniziale di scattare il colpo.

La fase di scatto: è tutta una questione di cuore.

Questo è l’istante critico in cui il tiratore decide di premere il grilletto, l’attimo che determina vittorie olimpiche o ultimi colpi da psicoanalisi. Al di là della fortuna, componente non trascurabile, questa è la fase dove viene fuori la destrezza di un tiratore. E qui sono costretto a sfatare una leggenda: la vera abilità non sta nell’essere completamente immobili, ma nel saper leggere e prevedere i movimenti. Per quanto uno si sforzi a tenere ferma la carabina, alcune oscillazioni, a partire da quelle generate dal battito del cuore, sono inevitabili. Ad ogni pulsazione corrisponde, infatti, un sussulto che dal corpo si trasmette sulla carabina. Un balzo del mirino quasi impercettibile a occhio nudo, ma il cui effetto, amplificato dai 50 metri di distanza dal bersaglio, è sufficiente a causare un errore. L’unica soluzione è la convivenza pacifica, l’accettazione dei continui movimenti e la ricerca di un perfetto timing tra frequenza cardiaca e sgancio del colpo: l’obiettivo è quello di tirare il grilletto esattamente tra un battito e l’altro.

Lavilla Francesco

Santoro Teodoro

I B, “B. Pascal”

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