Alla scoperta di un artista: René Magritte
"La firma in bianco" una delle opere analizzate nell'articolo.

Ho trovato alcune delle  opere di questo pittore belga,  nato a Lessines il 21-11-1898 e morto a Bruxelles il 15-8-1967.  Le ho viste sfogliando un fumetto.  Dopo aver guardato alcuni suoi quadri, ho voluto capire chi fosse. Ho letto che è stato un pittore  surrealista e che dipingeva quadri ispirati dall’impossibile realtà dei sogni. Nel suo tempo si era appassionato di psicanalisi, talmente tanto da cercare di rappresentare  quella parte dell’inconscio che può manifestarsi nel sonno.  Il primo quadro su cui mi sono soffermato si chiama “La trahison des Images”, del 1929.  Alla domanda “Che cos‘è ?” chiunque risponderebbe “È una  pipa”. Tuttavia Magritte vuole farci capire  che la rappresentazione di un oggetto è diversa dall’ oggetto stesso.  Egli scrive:  “La famosa pipa…? Sono stato rimproverato abbastanza in merito. Tuttavia…La si può riempire? No, è solo una rappresentazione.  Se avessi scritto sotto il mio quadro “Questa è una pipa” avrei mentito! “L’ impero  della luce”  è del 1954. Raffigura un paesino notturno con cielo diurno: questo mi impressiona tanto. “Nell’ Impero della luce – scrive Magritte – ho rappresentato due idee diverse, vale a dire un paesaggio notturno e un cielo come lo vediamo di giorno. […] Trovo che questa idea contemporanea di giorno e di notte abbia la forza di sorprendere e di incantare.” Mi colpisce  particolarmente anche “L’ingannatore” del 1951. Ho letto il commento seguente: “Un oggetto assume la consistenza materiale della sostanza in cui si sente a casa. […] La nave è fatta di acqua, diventando così una specie di castello in aria della pittura e del pensiero di Magritte.” Infine “La firma in bianco”, del 1965. Riporto ancora il pensiero del pittore: “Le cose visibili possono essere invisibili. Se qualcuno va a cavallo in un bosco, prima lo si vede, poi no, ma si sa che c’è. Ne “La firma in bianco” la cavallerizza nasconde gli alberi e gli alberi la nascondono a loro volta. Tuttavia il nostro pensiero comprende tutti e due, il visibile e l’invisibile. E io utilizzo la pittura per rendere visibile il pensiero.”                

Lorenzo Rubino III B – plesso Parini

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