Come nasce un quotidiano?

Fin dai tempi dei Romani esisteva una forma di “quotidiano” in cui si parlava di politica e di cronaca: gli “Acta diurna populi Romani”.  Un primo “foglio di notizie” apparve a Venezia nel 1563.  Era venduto per due soldi: e la moneta da due soldi era detta “gaxeta”… Tra il Seicento e il Settecento nacquero i primi piccoli settimanali che pian piano spaziarono dalla cronaca, all’economia, alla cultura. I lettori erano soprattutto nobili e ricchi borghesi. Il primo quotidiano ebbe origine in Germania, nel 1660. In Inghilterra si stamparono giornali che venivano venduti al costo di un solo penny, per strada, da strilloni che ne urlavano i titoli.  In Italia, solo dopo il 1870 furono pubblicati i primi quotidiani a diffusione nazionale come “Il Messaggero” di Roma. Nel corso del XX secolo, i giornali vennero progressivamente affiancati da altri media: la radio, il cinema… In epoca fascista, in Italia venne meno la libertà di stampa e di opinione; solo dopo la seconda guerra mondiale la Costituzione  le sancì nuovamente insieme al divieto di ogni censura.  Nei primi anni novanta, infine, la nascita di internet ha cambiato il mondo dell’informazione: giornali online e notizie sui social network raggiungono sempre più utenti. Il  giornale cartaceo serve oggi  soprattutto ad approfondire le notizie attraverso analisi, commenti, indagini sugli eventi che accadono.

Roberta Morelli & Simonetta Vinella

classe III B Plesso Parini

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