Il rapporto di Medici Senza Frontiere. MIGRANTI E RIFUGIATI: 10.000 PERSONE “INVISIBILI” Lo scandalo-baraccopoli.

Diecimila persone, tra richiedenti asilo e rifugiati, uscite dal circuito dell’accoglienza e finite a vivere in veri e propri ghetti da una parte all’altra della penisola italica: da Roma a Torino, da Foggia a Gorizia a Bolzano, passando per città di frontiera come Ventimiglia, in Liguria. È il censimento contenuto nel secondo rapporto “Fuori Campo. Migranti e rifugiati in Italia” redatto da Medici Senza Frontiere, che ha visitato una cinquantina di insediamenti, le ONLUS, in cui vivono migranti provenienti dalle zone del mondo più diverse. Persone alle quali, una volta concesso il permesso di soggiorno, non è più garantita accoglienza. Vivono nelle campagne in baracche, nuclei familiari con bambini senza alcun servizio socio-sanitario e spesso costretti a vagare da un ghetto all’altro quando intervengono gli sgomberi forzati. Sono circa cinquemila le persone che vivono in edifici abbandonati e occupati, solo la metà di questi con acqua e luce. Il resto vive in condizioni di grave marginalità in luoghi all’aperto, tende, baracche, casolari e container. In ben 17, dei 47 insediamenti informali visitati da Medici Senza Frontiere, ci sono bambini al di sotto dei 5 anni. Diverso l’approccio delle Amministrazioni locali nei confronti di quelle che, nella maggior parte dei casi, vengono vissute come vere bombe sociali. A Torino, ad esempio, in un edificio di proprietà dei Missionari della Madonna de La Salette, vivono circa ottanta rifugiati, che hanno ristrutturato lo stabile. Nelle palazzine occupate dell’Ex Moi (l’ex villaggio olimpico di Torino), l’Azienda sanitaria locale di Torino ha sottoscritto un protocollo d’intesa con M.S.F. per facilitare l’accesso ai servizi sanitari pubblici delle circa mille persone che vi abitano. Anche a Roma, l’A.S.L. ha attivato programmi di medicina generale, con unità mobili nei prossimi ai principali insediamenti. “Dopo due anni – dice Giuseppe De Mola, curatore del rapporto – Fuori Campo si conferma una triste mappatura della vulnerabilità e dell’emarginazione sociale cui sono costrette migliaia di uomini, donne e bambini che avrebbero diritto ad accoglienza e protezione, e invece non hanno nemmeno un riparo decoroso, né cibo sufficiente, né accesso a cure essenziali”. M.S.F. rileva che, rispetto alla prima edizione del rapporto, nel 2015, gli sgomberi forzati susseguitisi in alcune città stanno determinando la frammentazione degli insediamenti. I migranti vivono così in luoghi sempre più marginali senza poter accedere ai beni elementari come acqua, cibo ed elettricità.

Claudio Tartaglione 3^I

 

 

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