Maria Laterza a colloquio con la redazione della Parini
Maria Laterza alla scuola Parini durante un incontro con l'autore

Sono ormai diversi anni che la “Parini” ha il privilegio di collaborare con la libreria “Laterza” di Bari. L’anno scorso abbiamo letto, incontrando le autrici,  “Ragazze rubate” di Viviana Mazza; “La trottola di Sofia” di Vichi De Marchi; “Il giardino di Lontan Town” di  Patrizia Rinaldi. Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il preziosissimo contributo  di Maria Laterza, della omonima casa editrice. Non potevamo quindi lasciarci sfuggire l’opportunità di conoscere un po’ meglio, così come accade con gli autori, anche chi rende concreta la possibilità di incontrarli. Ecco la nostra breve intervista: Il suo lavoro è impegnativo: in quali fasi lo è di più? Il lavoro in libreria è molto impegnativo perché si articola in tanti momenti diversi. Soprattutto è importante curare il rapporto con i frequentatori, che vanno accolti, seguiti, consigliati. Ci sono momenti di particolare impegno in periodi  come settembre, per l’ apertura delle scuole , o dicembre, in occasione del  Natale.  Quante sono le persone che lavorano per la “Laterza”? Siamo in 7 in libreria, 46 in casa editrice, fra Bari e Roma.  Qual è il suo  libro preferito? Perché?  Ce ne sono tanti. Possono citare alcuni autori che amo particolarmente: Truman Capote, Ingeborg Bachmann, Simone De Beauvoir, più recentemente Emmanuel Carrere  e fra gli italiani Natalia Ginzburg. I libri mi colpiscono quando ritrovo fra le pagine una parte di me, delle riflessioni che condivido. Ma mi piacciono anche libri che mi fanno scoprire realtà nuove e diverse. Infine amo la letteratura per ragazzi. Gli autori che propongo alle scuole li apprezzo moltissimo. Quanti  gli autori ha potuto incontrare?  Ogni anno organizziamo, solo in libreria, un centinaio di incontri con altrettanti autori, cui se ne aggiungono altri per iniziative speciali. Il libro “La trottola di Sofia” parla di una matematica russa; a lei piace la matematica?  Faccio parte della numerosa schiera di persone che non hanno mai amato la matematica ma devo dire che ho avuto dei docenti non molto bravi,  sia alle medie che al liceo. Da studentessa, quali materie preferiva e perché?  Ho sempre preferito le materie umanistiche: l’italiano, la storia e al liceo il greco, per inclinazione naturale e forse anche  per il motivo di cui sopra: non ho avuto docenti abbastanza bravi nelle materie scientifiche. Quali docenti, anche universitari, ricorda più volentieri? Perché? Ho fatto l’università a Bologna, in un periodo di straordinaria vivacità culturale e politica. Ho un bellissimo ricordo di molti docenti di allora. Ma ricordo con grande affetto anche la mia maestra delle elementari a cui ho voluto molto bene e che ha favorito un mio positivo rapporto con la scuola e con la lettura.

La redazione del Giornalino del Plesso Parini

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