Scorrano: La capitale mondiale delle luminarie artistiche

La festa patronale di Santa Domenica oltre che per lo straordinario aspetto religioso, deve la sua fama soprattutto alle grandi architetture di luce, che ogni anno nei primi giorni di agosto, gli “artisti” scorranesi realizzano in occasione della festa civile, anche loro spinti dalla grande devozione. Da tempo, infatti, il territorio può vantarsi di essere la terra natia dei migliori maestri al mondo di luminarie , che esportano i loro “merletti ricamati” luminosi anche all’estero: Giappone, Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Corea e tanti altri, con la realizzazione di grandi strutture di legno ricoperte da migliaia di lampadine colorate, ricreando famosi monumenti come la Torre di Pisa, la Tour Eiffel di Parigi, il Colosseo di Roma, il Tower Bridge di Londra e molti altri.

Le ditte esecutrici di questi addobbi si “scambiano” i lotti da decorare di anno in anno, con una specie di rotazione che permette loro di misurarsi in diversi spazi e quindi con diverse creazioni ogni anno. Col tempo, la tecnologia ha investito anche questo settore e dalla lampadina ad incandescenza oggi si è passati alla tecnologia Led, proprio grazie alle imprese del luogo, ha raggiunto livelli prima solo lontanamente immaginabili. Grazie a sofisticati software e ad apparecchiature appositamente studiate, le accensioni delle luminarie sono composte da straordinari effetti e giochi di luce che a loro volta sono accompagnati da una scenografia musicale arricchita con fuochi d’artificio.

Questi impianti, inoltre, raggiungono altezze di dimensioni quasi titaniche, arrivando a sfiorare anche i 36 metri di altezza e i 40 di larghezza. Vengono riprodotte cattedrali, rosoni, gallerie, castelli, torri, monumenti, realizzati immensi “giardinetti” e vari e propri tunnel, piatti o a due o tre navate, arricchite con ulteriori dettagli come candelabri, sfere, balconate e altri elementi 3D. Per le ditte locali, la partecipazione a questa festa costituisce una grande opportunità per mostrare ciò di cui si è capaci, quasi come una specie di “vetrina” in cui mettere in mostra le migliori realizzazioni.

Erika Presicce

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