Le nuove dipendenze

Con l’avvento della tecnologia la nostra società è molto cambiata e migliorata, ma ha visto anche lo sviluppo di nuove dipendenze che si sono aggiunte a quelle croniche dell’alcol e della droga. Se l’avvento di internet ha permesso all’uomo di essere connesso con il mondo intero e di avere con un semplice clik qualsiasi tipo di informazione, allo stesso modo alcuni individui sono diventati internet dipendenti. Per loro il computer, lo smartphone, i social sono diventati il pane quotidiano. Si tratta di una vera e propria patologia che viene studiata dagli psicologi e per la quale sono state anche create strutture per curarla. Gli individui che ne sono affetti, e spesso non lo riconoscono, vivono isolati, hanno un umore irritabile e ansioso se interrompono l’utilizzo di internet, non hanno cognizione del tempo e sono incapaci di sospendere l’uso del computer. Le cause che portano ad “ammalarsi”, perché si tratta di vere e proprie malattie, sono molteplici e vengono continuamente studiate. A volte può trattarsi di un disagio, legato ad una situazione familiare difficile, oppure, a difficoltà di stabilire relazione sociale che portano uomini e ragazzi a rifugiarsi e a trovare soluzioni ai loro problemi nella “rete”. Ancora più grave è il problema della dipendenza dal web quando all’uso smodato di internet si aggiunge un uso perverso. Sono noti alla cronaca i casi di pedofilia che trovano proprio sul web il loro terreno fertile o ancora il fenomeno dei giochi che si trasforma in ludopatia. Nonostante le difficoltà economiche delle famiglie italiane, ci sono sempre più giovani che amano il gioco d’azzardo. Questo fenomeno può dipendere da tanti fattori, uno tra questi è l’aumento delle sale da gioco e dall’esistenza di determinate app che ti permettono di giocare liberamente e a volte gratuitamente da tutti i siti internet, dai cellulari, dal web ecc.
La soluzione potrebbe essere quella di allontanarsi sempre di più da questi luoghi e capire che ci sono tanti altri luoghi “sani” per potersi divertire e trascorrere il tempo libero in compagnia.

Riccardo E. Vizzielli
1^ A Scuola secondaria I grado “G. Calò” – Ginosa (TA)

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