UNA NUOVA ERA PER I MEDIA

Oggi la tecnologia ha stravolto la vita di ognuno di noi, aiutandoci a scoprire nuovi orizzonti. Ormai con un computer connesso alla rete, possiamo oltrepassare qualsiasi barriera, arrivando a scoprire tutto di tutti. Questo si deve ai media che mettono in risalto le varie informazioni più importanti, anche se non sempre tutte le notizie hanno lo stesso spazio. Alcune importanti sono riportate solo per breve tempo e poi, quando si ritiene che non destino più interesse, sono dimenticate.

Secondo me non bisognerebbe parlare soltanto della notizia eclatante, ma del tema in generale, come la violenza sulle donne, l’inquinamento e altri ancora, per fissare nella mente degli utenti la situazione in cui ci troviamo e per educare le coscienze. Ci sono anche notizie, secondo me, totalmente inutili. Spesso si sente parlare di persone famose e della loro vita privata, che francamente potrebbe benissimo non interessare alla collettività. I quotidiani cartacei, in ogni caso,  sono sempre meno venduti perché sostituiti dai social-media e dai siti informativi. Le persone che più comprano giornali cartacei sono gli anziani. Questo perché fino a pochi anni fa esistevano soltanto i giornali cartacei. Ma le notizie che ascoltiamo, sono tutte vere? Purtroppo non tutti riportano la verità dei fatti. Ci sono, infatti, molte fake news, cioè notizie false, espressione  per indicare quelle fonti che inventano del tutto le informazioni, che disseminano contenuti ingannevoli, distorcono in maniera esagerata le notizie vere. Le notizie false sono scritte e pubblicate con l’intento di attirare chi legge o indurlo in errore al fine di ottenere spesso con titoli sensazionalistici, esagerati o chiaramente falsi, la sua attenzione con un intento politico o economico. Gli adolescenti, inoltre, non sempre seguono le notizie. L’informazione politica, per esempio, avviene soprattutto attraverso la Tv, ma si fa largo l’informazione sul web, con i giornali online diffusi dai social. Le questioni nazionali attraggono più di quelle locali. Ma un conto è seguire la politica, un altro è intervenire nel dibattito. In questo caso, i ragazzi, si dividono. Il 57%, infatti, confessa di parlare non così frequentemente di politica (il 9% praticamente mai). Il 43%, invece, cerca di approfondire attraverso il dialogo con gli altri, anche se solo il 10% ritiene di farlo molto spesso. Confronti che, però, nella maggior parte dei casi rimangono confinati tra le mura domestiche o nella cerchia delle persone più vicine: il 67% dei ragazzi parla di politica prevalentemente in famiglia, il 46% con gli amici più stretti. Mentre la scuola e il luogo di lavoro non sembrano i contesti più adatti per affrontare certi discorsi, considerato che appena il 29% ne parla con i compagni di classe (o con i colleghi) e ancora di meno – il 25% – si aprono con insegnanti e superiori. I media sono utili a tutti in molti ambiti e come abbiamo visto, possono risultare anche falsi. Purtroppo i social media stanno sostituendo i giornali, ma forse stiamo perdendola verificabilità delle notizie.

 

Michele Di Giesi 3^A

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