Ricordiamo le foibe ma la violenze non si arrestano

Giorno 10 febbraio,si ricordano le “foibe” avvenute durante la seconda guerra mondiale ad opera dei comitati popolari di liberazione Jugoslavi.Il nome deriva dai grandi inghiottoi carsici dove furono gettati i corpi delle vittime che nella Venezia Giulia chiamati ,appunto, foibe.
Le prime violenze iniziarono l’8 settembre 1943,proseguendo anche nel momento in cui ci fu il divario tra Italia e Jugoslavia.Ci furono 50 anni di silenzio da parte della politica italiana attorno a questa tragedia.Dal 2005,il Parlamento italiano ha dedicato la giornata del ricordo ai morti delle foibe.
Circa 30.000 persone a Macerata hanno sfilato per le strade della città in maniera pacifica per fermare ogni forma di razzismo e fascismo e in ricordo delle foibe.
Durante il corteo,partito dai giardini di Piazza Diaz, un gruppo di uomini veneti ha intonato un coro riferito alle foibe “ma che belle son queste Foibe da Trieste in giù”,isolato dal resto dei manifestanti.
Le offese all’umanità ,purtroppo continuano ,nonostante leggi ben definite dallo Stato.
MONTELEONE VANESSA (3Csu –Vittorino da Feltre –Taranto)

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