Internet ci rende stupidi?

Internet: una connessione globale tra reti informatiche ad accesso pubblico; esso rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa. Ci si chiede, ormai sempre più spesso, come questa infrastruttura tecnologica influisca sulle nostre menti.
A tal proposito ci sono pareri discordanti. Uno dei primi ad aver approfondito l’argomento è stato Nicholas Carr (1959) scrittore statunitense che ha pubblicato libri e articoli di tecnologia, business e cultura; le sue tesi sono raccolte nel volume “Internet ci rende stupidi?” (pubblicato nel 2010). Decine di scienziati di tutto il mondo condividono le sue idee come, tra i tanti, Nora Volkow; “E’ come se la tecnologia stesse riprogrammando le nostre menti”- ha spiegato in un intervista rilasciata al New York Times.
Inoltre assorbire masse di informazioni dal web non ci permette di assimilare bene i dati, come invece avveniva quando ricercavamo notizie attivamente, impiegando i nostri mezzi di ragionamento. Tra l’altro questo metodo modifica il nostro modo di pensare e di reagire,”impigrendo” i neuroni e indebolendo la memoria.
Un altro aspetto negativo di Internet è legato alla scarsa sicurezza: noi trasmettiamo dati sempre e in ogni luogo se siamo collegati alla rete; ci sono rischi seri di manipolazione dunque la battaglia per la privacy è cruciale.
“L’intelligenza non consiste solo nel trovare informazioni rapidamente, essa è anche la capacità di comprenderle e attribuirvi un senso”; il pensiero critico oggi è pertanto a rischio. Ritengo che se deleghiamo ogni ragionamento e azione a un’ app rischiamo di perdere la nostra autonomia, la creatività e non alimentiamo la mente con nuove sfide che “ danno pienezza all’esistenza”.
Oltre a queste modifiche cerebrali, Internet sconvolge i rapporti sociali tra le persone, soprattutto tra gli adolescenti per i quali comunicare diventa ancora più difficile a causa di incomprensioni che sempre più frequentemente sorgono. I giovani lo utilizzano come maschera per nascondere o proteggere la loro fragile personalità emergente, non riuscendo poi però più a farne a meno. Gli stimoli che riceviamo incessantemente dalle reti provocano infatti il rilascio di dopamina, sostanza che crea dipendenza. Il risultato è una società in cui i casi di accanimento verso apparecchi tecnologici sono troppi, il dialogo passa in secondo piano e l’infelicità diviene palpabile per i modelli illusori di perfezione pressoché irraggiungibili diffusi sul web.
C’è chi sostiene che il tutto sia un’esagerazione e che la tecnologia possa aiutare l’uomo a migliorarsi in una nuova specie.
Secondo Patricia Greenfield (psicologa) in ogni fase evolutiva si sviluppano nuove capacità a spese di altre. “Stare molte ore al computer, anche giocando, migliora la nostra intelligenza e ci abitua a seguire più segnali simultaneamente. La nuova specie avrà caratteristiche più vicine a quelle dei computer e sarà dotata di un pensiero automatico che reagirà agli eventi senza riflettere troppo a lungo.” Per il sociologo Derrick de Kerckhove il web è un opportunità per condividere informazioni, un “NUOVO RINASCIMENTO”.
Il problema non è Internet, visto che i vantaggi che ha portato sono superiori ai danni che ha causato. E’ l’uso che se ne fa a rendere le cose buone o cattive.
Fatto sta che, in un periodo dove si sta sviluppando un mondo parallelo al nostro in continuo mutamento e in inarrestabile espansione, diventa difficile non smarrirsi e non essere travolti dal fenomeno di Internet che ci ha colto di sprovvista.
Fiume Vito 3^A – I.C. San Giovanni Bosco – S.M. 2°Gruppo- Polignano a mare

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