A CASA MIA…MARIAM DALLA GEORGIA

Quando l’anno scorso, la scuola ha inviato una comunicazione a casa, circa la possibilità di ospitare per qualche settimana a casa, uno studente straniero, ci siamo stupiti e mentre io e mia madre stavamo incestinando la proposta, mio padre, entusiasta, ci ha comunicato che lui avrebbe firmato la propria adesione. Non è stata una scelta semplice, soprattutto perché al giorno d’oggi la gente è molto egoista e molto difficilmente riesce ad uscire dal proprio “guscio” per accogliere una persona che vive in un’altra nazione, che parla un’altra lingua, o ha un colore di pelle o tratti somatici diversi, con cultura, religione, abitudini, usanze e tradizioni che non hanno niente a che fare con le proprie. A tutto ciò si aggiunge spesso una buona dose di ignoranza che ci porta a giudicare gli altri basandoci su insensati pregiudizi. Ecco dunque che lo straniero viene percepito come diverso e anche potenzialmente pericoloso. Talvolta capita, per esempio, di incrociare per strada persone di colore e istintivamente allontanarsi da loro, perchè temiamo possano farci del male o derubarci.
Purtroppo, egoismo, ignoranza e pregiudizio non vanno d’accordo con quelli che sono i diritti fondamentali di ogni essere umano e che dovrebbero essere sacri e inviolabili, ovvero la LIBERTA’, l’UGUAGLIANZA e il RISPETTO.
Se solo riuscissimo a uscire da questo guscio di preconcetti sul “diverso” esteriore scopriremmo quanto è bello potersi confrontare e relazionare con persone che vivono in realtà diverse dalle nostre; e magari ripensare ai pregiudizi negativi che avevamo in mente e considerare giusto ciò che prima credevamo sbagliato. Perché in fondo rispettare una persona significa anche apprezzare la sua diversità e il modo in cui questa è unica.
La scuola Amedeo d’Aosta ha potuto fare questa esperienza con una ragazza georgiana che, stando con noi a scuola per sei settimane, ci ha fatto conoscere la sua cultura, le sue usanze, le sue tradizioni e tante caratteristiche del suo paese che non conoscevamo e che forse senza di lei non avremmo mai conosciuto. Abbiamo potuto mettere a confronto le nostre culture ed è stato molto interessante; perché il bello di essere “diversi” è proprio quello di arricchirsi vicendevolmente e magari, perchè no, anche migliorarsi….
BRUNO SILVIA 3 C

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