Italia in passato terra di migranti

L’Italia, dal punto di vista migratorio risulta essere un paese molto particolare poiché nel corso della storia ha conosciuto sia le migrazioni che le immigrazioni: flussi prima in uscita e adesso in entrata. L’Italia non è sempre stata un territorio di approdo per migliaia di stranieri in cerca di condizioni di vita migliori. Al contrario l’Italia è stata soprattutto un luogo di partenze: sono stati gli italiani, infatti, ad essere i protagonisti del più grande esodo migratorio che ha interessato l’epoca moderna. A partire dall’unità d’Italia, avvenuta nel 1861 fino a un secolo, furono davvero moltissimi gli italiani che decisero di lasciare il proprio paese natale per cercare fortuna altrove. In particolare, nel corso della durata di tutto il periodo migratorio, furono circa 24 milioni di italiani, in prevalenza maschi e giovani, a lasciare la penisola. L’emigrazione di massa vide protagonista tutta l’Italia dalla seconda metà dell’800 ai primi del ‘900 fu il nord a essere caratterizzato dal fenomeno, mentre nei decenni successivi l’esodo fu quello dei meridionali. Dall’altro lato gli ultimi decenni hanno visto l’Italia diventare luogo di immigrazione: sono migliaia le persone che, sono approdate o stanno per approdare nella nostra penisola: paese di passaggio o meta finale, l’Italia si ritrova oggi ad affrontare l’arrivo di moltissime persone.  I motivi sono molteplici, e il primo dei quali è di carattere puramente geografico: esposta per la maggior parte al mare e caratterizzata quasi nella sua totalità da territori costieri, l’Italia è poco controllabile. A differenza degli altri stati europei, che possono controllare l’arrivo di persone alle frontiere. In secondo luogo, posizionata così com’è nel mezzo del Mediterraneo, la nostra penisola rappresenta la primissima e più semplice frontiera da attraversare per arrivare in Europa. La nostra penisola, avendo conosciuto emigrazione ed immigrazione è l’esempio lampante di come la storia sia da sempre caratterizzata dalla ciclicità, che, oggi, è diventata una vera e propria emergenza umanitaria e territoriale. Gli USA, ospitano 30 milioni di residenti nati all’estero, l’America in fatti rappresenta la principale destinazione dei flussi migratori. Nella UE, secondo i dati pubblicati da Eurostat, vivono 31 milioni di cittadini stranieri di cui 1/3 proviene da uno degli Stati membri. La Germania è il paese Ue con il maggior numero di cittadini stranieri: 7,3 milioni, pari al 8,8% della popolazione. Seguono Spagna (5,3 milioni), Regno Unito (4 milioni) e Francia (3,7 milioni). Al quinto posto l’Italia, con 3,4 milioni di cittadini stranieri, pari al 5,8% della popolazione totale. Gli stranieri che vivono in un paese dell’Ue sono infatti soprattutto turchi (2,4 milioni), marocchini (1,7 milioni), rumeni (oltre 1,6 milioni), italiani (1,3 milioni) e polacchi (1,2). Gli italiani vivono principalmente in Germania (oltre 570.000), Svizzera (oltre 291.000), Francia (178.500) e Belgio (169.000). Il riscaldamento climatico e le catastrofi naturali, come eruzioni vulcaniche, cicloni, inondazioni, ma anche la desertificazione, l’impoverimento dei suoli, i disgeli e l’innalzamento del livello dei mari contribuiscono a far aumentare vertiginosamente il numero dei migranti

Alessandro Lopez 3^C

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