Migranti

I fenomeni migratori hanno una lunga storia esistono da sempre. Negli ultimi anni l’Italia in particolare, ma anche l’intera Europa ha subito un aumento notevole di sbarchi. Molti di essi avvengono in maniera clandestina e per cause di guerra, politiche, religiose o razziali, dando vita alla figura del rifugiato politico. Secondo il Trattato di Dublino, firmato tre volte nel 1997, 2003 e 2013 dai presidenti Prodi, Berlusconi e Letta che proclama i criteri e meccanismi secondo i quali approvare o meno una eventuale domanda di asilo da un cittadino di altro paese, questo tipo di immigrati ha diritto alla cittadinanza per sfuggire alle difficoltà del proprio paese che mette a rischio la sua incolumità. Nel 2017 il numero di richiedenti asilo è stato di 130000 persone, molte dei quali non hanno dichiarato la propria nazionalità e quindi non possono ottenere la cittadinanza. I migranti arrivano in Europa alla speranza di una vita migliore, finendo spesso nella rete di traffici delle organizzazioni criminali e pagando somme elevatissime nonostante debbano viaggiare in condizioni pessime. I barconi su cui viaggiano via mare sono la causa principale della maggior parte delle catastrofi contando nel 2017, 3316 morti, circa 18 ogni 1000 sbarcati. I paesi europei stanno affrontando una crisi, in quanto il numero di profughi è talmente elevato da non riuscire ad accogliere tutti. Il fatto che l’immigrazione stia aumentando, può essere considerato come un “invasione” vera e propria di territori, così come pensa almeno metà del popolo nazionale italiano. Spesso i migranti sono soggetti a stereotipi o pregiudizi, valutazioni non fondate su basi reali ma solo sul pensiero comune. Uno fra gli ultimi rapporti ISMU di data 5 aprile 2017 riporta che sono 24000 i migranti sbarcati sulle nostre coste e circa 3000 i minori non accompagnati. Le richieste d’asilo sono circa 885000 presentate solo da popolo siriano negli anni tra 2011 e 2016. Esso rappresenta solo il 3% della quantità totale dei migranti siriani in Europa. Parlare d’invasione allora, riferendosi all’incremento di persone provenienti da Africa e Medio Oriente che possono “rovinare” la nostra società dal punto di vista sociale risulta esagerato. La maggior parte di loro infatti utilizza il paese come “ponte” per raggiungere altre mete come Germania, Francia, Regno Unito e Svezia. Il vero problema può essere rappresentato dallo scarso coordinamento con altri Paesi per ricollocare i richiedenti asilo. L’ immigrazione è certamente in crescita viste anche le crisi umanitarie in atto e le svariate guerre a cui alcuni paesi stanno prendendo parte forniti non possono far parlare appunto di un’invasione italiana. Non esistono soluzioni semplici per problemi come questo e di certo molti stati non fanno il necessario per facilitare le cose o quanto meno renderle meno complicate. Molti stati chiudono le frontiere, ma a quanto serve? I migranti vengono allontanati come fossero un pericolo imminente per la società europea, non pensando che alcuni di loro possiedono titoli di studio, talvolta universitari.  Paesi come la Gran Bretagna hanno preferito non dover affrontare il problema dell’immigrazione scegliendo oltre che il non accogliere nessun tipo di profugo, anche di non far più parte della Comunità europea (la famosa Brexit, dove il 70% circa della popolazione ha votato a favore per evitare il problema). In più ha anche fornito degli svantaggi per gli studenti e i lavoratori di altra nazionalità nel paese.  Il presidente Trump con la frase “America First” ha affermato di voler eliminare la legge del DACA, firmata da Obama nel 2012 sui cosiddetti “Dreamers”. Essa prevede la possibilità di trascorrere 2 anni negli Stati Uniti godendo della protezione. Questa legge è in vigore per coloro che dal Messico sono migrati clandestinamente negli USA da bambini. La legge vuole essere eliminata così come l’entrata degli immigrati in America, ormai fermata dal muro fatto erigere dal presidente tra Messico e Stati Uniti. Molta gente non gradisce la presenza di migranti, li tratta come animali, appellandoli in modi poco consoni. Un pensiero comune è: “Ci rubano il lavoro, si prendono i soldi e ogni giorno 30€ sono destinati a loro”. Questa idea è così tanto radicata ormai nella loro mente che non pensano al fatto che non svolgerebbero mai i lavori che svolgono i profughi. In Italia infatti sono circa 445000 i giovani in età da lavoro che svolgono ogni tipo di occupazione, anche la più umile, pur di guadagnare pochi euro.  Questo fenomeno del working poor riguarda la maggior parte degli immigrati in cerca o con un lavoro e lo sfruttamento è costante. Circa il 60% di questi, è stabilito nel nord Italia con la speranza di trovare lavoro migliore. Il restante 40% è distribuito in maniera quasi omogenea nel centro e nell’ Italia meridionale dove invece riuscirebbero a trovare piccoli lavori agricoli.

Samuela Roncone 3^ C

17 voti totali
1 Comment
  1. Rocca Mallardi 3 mesi ago

    Brava Samuela.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Edisud S.p.A., Piazza Moro 37, 70122 Bari, Cap. Soc. € 5.000.000,00 I.V. REA Bari n.192794 Iscr. Trib. Bari Reg. Soc. N. 12372 El. 1/81 P.I.e c.f. 02492480724 - Privacy Policy
or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account