LA SICUREZZA E’ UN VALORE

Sicurezza, dal latino sine cura: senza preoccupazione, ossia l’essere consapevole che un’azione non possa provocare danni. Ma attenzione abbiamo la sicurezza totale in assenza di pericoli; pertanto tale situazione è difficilmente traducibile nella vita reale quotidiana.

Ma solo l’applicazione di norme di sicurezza rende più difficile il verificarsi di incidenti e certamente garantire una migliore qualità della vita. Ecco allora perché, al fine di evitare situazioni di pericolo e tutelare i lavoratori nel mondo del lavoro, è indispensabile rispettare delle norme di sicurezza imposte dalla Repubblica italiana. Per sicurezza sul lavoro si intende tutta quella serie di misure di prevenzione e protezione, di misure tecniche, di soluzioni organizzative e procedure, che devono necessariamente essere adottate dal datore di lavoro. Nel nostro Paese, la salute e la sicurezza sul lavoro sono regolamentate dal Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, conosciuto anche con il nome di “Testo unico sulla sicurezza sul lavoro” (TUSL).

Il problema della sicurezza sul lavoro è antico, sebbene si sia iniziato a preoccuparsene solo recentemente. Nel 1864, la legge italiana sui lavori pubblici dettò le prime norme di tutela dei lavoratori e nel 1899 fu emanato il primo regolamento generale in materia di prevenzione degli infortuni. In questo periodo storico fu necessario regolamentare il solo lavoro industriale in quanto era l’unico settore per il quale era prevista l’assicurazione obbligatoria. Nel 1927 fu emanato il primo regolamento generale di Igiene del lavoro e tre anni dopo, nel 1930, il Codice Penale permise di infliggere delle pene, agli art. 589 (Omicidio colposo) e 590 (Lesioni personali colpose). Nel 1942 fu emanato il Codice Civile, che con l’articolo 2087 (Tutela delle condizioni di lavoro) rappresenta una delle prime norme italiane relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Decreto Legislativo 277/91 è stato importante dal punto di vista dell’evoluzione normativa, poiché introdusse per la prima volta nella nostra legislazione il concetto di valutazione del rischio e in particolare dei rischi connessi a specifiche situazioni di pericolo dovute ad agenti fisici, chimici e biologici.

Il complesso normativo della sicurezza sul lavoro è ampio: il datore di lavoro deve provvedere a definire delle misure generali di

tutela attraverso un’attenta e continuativa valutazione dei rischi, provvedere alla sorveglianza sanitaria e collaborare con RSPP (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione) e RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza). Il titolare può essere punito dallo Stato con l’arresto (da 2 a 8 mesi) o con delle sanzioni (da 600 a 15000 euro), in caso di mancata valutazione dei rischi, di fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), di informazione ai lavoratori sui rischi correlati, sulle procedure di emergenza, sulle misure di prevenzione e protezione adottate. Quindi, è fondamentale considerare il valore etico della sicurezza sul lavoro, intendendo l’etica come il complesso delle leggi più nobili delle quali una società si basa per regolare il corretto svolgimento.

E non dimentichiamo che la Costituzione è la legge fondante che ha regolamentato il nostro vivere civile e democratico.

Art.1: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”; Art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”; Art. 35: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni”.

Ma, nonostante tutto, oltre mille lavoratori ogni anno in Italia perdono la vita sul posto di lavoro.

Chiediamoci allora: “Perché non sempre sono garantiti gli standard di sicurezza previsti dalla legge?” La risposta è semplice, i costi di impianti e strumenti sicuri nei posti lavoro sono elevati. Lo Stato, quindi, ha il dovere di incentivare le imprese ad investire in sicurezza. Forse allora necessita aderire a leggi non scritte, ad un’etica morale fondata sull’amore per il prossimo, più che sul diritto.

Madre Teresa diceva: “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.

Albanese Orsola Maffei Francesco Mascolo Raffaella Strignano Cosimo Classe 3aF I.C. “D’Azeglio-De Nittis”

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