Ennesimo incidente all’ILVA:infuriano le proteste

L’ILVA,centro di innumerevoli scandali negli ultimi anni,è di nuovo al centro della bufera mediatica a causa dell’ennesimo incidente: qualche giorno fa ,un operaio che lavorava al tornio si è infortunato in maniera abbastanza grave mentre lavorava al tornio numero 11.

Il malcapitato dopo essersi infortunato la mano destra,è stato sottoposto a manovre di primo soccorso in loco e successivamente trasportato in ospedale dove ha subito un intervento.

L’azienda come strategia difensiva ha scelto di informare le autorità competenti riguardo l’incidente, affinchè possano svolgere le indagini necessarie ad accertare la corretta manutenzione della struttura e ha immediatamente provveduto alla manutenzione dell’arnese.

Nel frattempo le dinamiche dell’incidente non sono ancora ben definite;l’ipotesi più accreditata è che il lavoratore abbia avvicinato la mano alla macchina ancora in funzione e il guanto si sia incastrato in quest’ultima.

La fabbrica è tristemente nota per casi simili,talvota peggiori;da anni si intraprendono battaglie legali, affinchè vengano riconosciuti i danni causati dall’impresa,e da altrettanti anni queste proteste si concludono con un nulla di fatto.

L’ILVA fornisce lavoro ad innumerevoli padri di famiglia,ma il prezzo da pagare è un po’troppo alto.La domanda se sia giusto o meno chiuderla sorge spontanea,le risposte possibili sono due attualmente, ed entrambe hanno un aspetto negativo non irrilevante:lasciare aperta l’azienda e continuare con una scia di eventi funesti,oppure chiuderla e buttare sul lastrico molte famiglie.

Mettere in regola la struttura sarebbe una risposta adeguata alle esigenze di tutti,ma le proteste incalzanti e continue non vengono ascoltate e episodi di questo genere si diffondono capillarmente;la speranza unanimamente condivisa è ,quella che non siano molte le aziende che lascino lavorare i loro dipendenti in condizioni precarie succede all’ILVA.

 

Giuseppe Partipilo 3H Liceo Scientifico Enrico Fermi,Bari

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