LA CONDIZIONE DELLA DONNA IN AFRICA – Incontro con la Dott.ssa Sonia Storelli

E se, per una volta, provassimo a dimenticarci di tutto, per poi ritrovarci in un mondo completamente differente dal nostro nel quale non esistono tante comodità come il semplice gesto di aprire un rubinetto e vedere acqua limpida che sgorga o poter comunicare, con facilità, anche a distanza?

 Questo stile di vita,  ben lontano dal nostro, ci è stato ampiamente presentato e raccontato, con entusiasmo, dalla dott.ssa pediatra Sonia Storelli, che, innamorata da sempre dell’Africa, nel 2010 è riuscita a realizzare il suo sogno di coniugare il suo lavoro di pediatra con il volontariato nei paesi del terzo mondo, accumulando, così, una vasta esperienza di missioni.

Questo incontro si congiunge con il delicato tema che stiamo trattando con la nostra professoressa di italiano Isabella Fasciano:  la donna considerata in tutti i i suoi ruoli (donna figlia, madre, moglie, sorella, lavoratrice….)

A tal scopo, il 20 febbraio noi ragazzi della 2°P ci siamo riuniti con la classe 2°A nella sede centrale della scuola media Cesare Battisti per ascoltare direttamente le parole della dottoressa Sonia Storelli. L’incontro è iniziato con un video, una sequenza di foto scattate da lei personalmente, nel corso di questi otto anni, che ritraevano molte donne e bambini africani. Ci ha parlato a lungo della loro condizione; come è noto, purtroppo, le popolazioni che vivono nei paesi sottosviluppati sono molto arretrate da ogni punto di vista: economico politico tecnologico e culturale.

A questo proposito, la dottoressa si è soffermata, in particolare, sulla figura della donna africana.  Una delle frasi essenziali del suo discorso è stata: “il vero motore dell’Africa sono le donne”. Infatti, ha raccontato che in campo lavorativo le donne sono più efficienti degli uomini, sono loro che svolgono i lavori fisicamente più pesanti e più duri.

In molti casi sono le ragazze a dover affrontare lunghi spostamenti giornalieri per poter procurare l’acqua per tutta la famiglia, pur non vedendo riconosciuti i loro diritti fondamentali. Le donne non hanno diritto di lavorare né di studiare, non hanno altra possibilità che non siano i lavori domestici. Le donne, spesso, sono  maltrattate, non rispettate e in alcuni casi ridotte in schiavitù e vittime di violenza e di abusi. In Africa, oltre allo sfruttamento minorile, ci sono numerosissimi casi di matrimoni precoci e mortalità infantile. Dopo averla ascoltata con molto interesse, noi ragazzi abbiamo posto qualche domanda alla dottoressa.

L’esperienza è stata molto interessante a livello culturale e informativo per tutti i partecipanti. I ragazzi hanno apprezzato molto la dedizione e l’impegno profusi dalla dott.ssa Storelli, notando che la sua passione per il volontariato va ben oltre la semplice professione di medico.

Elena De Cillis,  II P

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