Le api e l’uomo, un legame necessario
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Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.’ Questo aforisma di Albert Einstein si avvicina molto alla realtà. Vi sono insetti  come le api che sono uno degli anelli fondamentali per la salvaguardia dell’ecosistema globale, in quanto capaci di regolare il ciclo della fioritura e, di conseguenza, la capacità delle piante stesse di riprodursi. Gli esperti dicono che la sopravvivenza di molte specie vegetali sarebbe a rischio e con esse la maggioranza della frutta e della verdura che consumiamo abitualmente. Le api sono in pericolo per colpa dell’uomo che ha provocato inquinamento, cambiamenti climatici ma soprattutto ha incentivato l’agricoltura intensiva e l’uso di pesticidi chimici. Il ragionamento è uno solo: se si usano pesticidi chimici, se si rimuovono quelle aree verdi con fiori e piante necessari alla loro riproduzione si interrompe una catena che vede interessati anche frutti, ortaggi, verdure necessarie all’uomo. Ci sono dei rimedi che ognuno di noi può considerare; innanzitutto evitare da subito l’uso di pesticidi chimici che indeboliscono il terreno e portano all’estinzione le api ed altri insetti necessari. Anche piantare nel proprio giardino o sul balcone fiori e piante “amici delle api”  sarebbe importante: la lista completa fornita da Greenpeace parla, tra le altre, di calendula, lavanda, cumino e rosmarino come di piante che forniscono rifugio e nutrimento agli insetti impollinatori. Un’altra idea è quella di costruire un rifugio per api selvatiche scegliendo un posto tranquillo e riparato dove le api possano ripararsi e riprodursi. Infine un contributo concreto dovrebbe arrivare anche dalla diffusione del messaggio: è importante che tutti conoscano le api, la loro importanza per il pianeta e, soprattutto, il pericolo che stanno correndo a causa dell’uomo.  La legge regionale (L. 45/2014), punisce con una sanzione amministrativa di Euro 1000,00 chiunque effettui trattamenti “durante la fioritura di colture arboree, erbacee, ornamentali e spontanee”, specificando che il tale divieto vale dall’apertura del fiore fino alla completa caduta dei petali. In realtà non si tratta soltanto di una norma volta a proteggere gli insetti che garantiscono l’impollinazione di frutta e verdura, ma soprattutto l’uomo. Da un lato, evitare trattamenti fitosanitari garantisce raccolti più cospicui e quindi un vantaggio economico per il contadino, dall’altro si protegge il consumatore, invitando i produttori ad un uso responsabile. Si tratta di norme che mirano alla valorizzazione della biodiversità e del patrimonio agricolo del territorio, legata alla salvaguardia dell’ambiente e della salute, per lo sviluppo di un’agricoltura sana. Noi abbiamo deciso di piantare dei fiori sui nostri balconi, nei nostri giardini per favorire questo processo.

Elia Lucynda, 3A, Secondo Istituto Comprensivo Statale di Ceglie Messapica (BR)

Scuola Secondaria di Primo Grado ‘L. Da Vinci’

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