ANCORA TROPPI I RISCHI SUL POSTO DI LAVORO. SERVONO CAMPAGNE DI SENSIBILIZZAZIONE

La sicurezza sul lavoro è un tema di cui non si discute spesso, probabilmente poiché considerato ovvio… e magari lo fosse! Può sembrare un problema di tempi remoti, che non ci riguarda ormai più, visti gli enormi progressi della tecnologia moderna, ma purtroppo così non è.

Vi sono ancora condizioni di lavoro precarie e rischiose che causano morti, e gli esempi non mancano per poterlo affermare: lavoratori caduti dall’alto senza il caschetto protettivo, soprattutto in edilizia; contadini schiacciati da mezzi pesanti in agricoltura; operai uccisi in fabbrica da ossido di azoto. Ben 13 mila sono i morti sul lavoro censiti negli ultimi 10 anni dall’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna:  è un dato vergognoso. Non si parla degli sfortunati personaggi dei romanzi di Émile Zola, bensì di donne, uomini che hanno dovuto rinunciare alla loro felicità, alla loro famiglia e al loro futuro a causa di una grave mancanza (spesso sottovalutata) di accortezza. Ha proprio ragione l’antico adagio della saggezza popolare, “la prudenza non è mai troppa”.

D’altronde, la prudenza è proprio un dovere del datore di lavoro: egli, infatti, non ha soltanto l’obbligo di retribuire i suoi dipendenti. Tra i tanti, ha anche l’obbligo di garantire la loro sicurezza sul loro posto di lavoro. Questo aspetto era già presente nel Codice Civile del 1942, ma è troppo spesso rimasto solo sulla carta. Tre sono i parametri da tenere in considerazione: particolarità del lavoro, poiché ogni impiego comporta dei rischi precisi e bisogna adattare misure commisurate alla specificità di ogni mansione; esperienza, per imparare dagli errori fatali del passato; ed infine tecnica, per offrire la massima sicurezza tecnicamente possibile. Se l’adempimento del dovere del datore di lavoro non è completo o addirittura assente, è diritto, -anzi dovere!- del lavoratore stesso reclamare ciò che gli spetta. Non si deve essere accondiscendenti.

Al fine di ricordare costantemente l’attualità del problema della sicurezza sul lavoro, l’INAIL indice ogni anno un concorso per le scuole italiane, “@ scuola di prevenzione, a(c)corti e sicuri”. Vi si può partecipare con un testo, un’immagine o un cortometraggio sul tema della prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro. È un metodo originale e creativo per sensibilizzare i giovani, che in tal modo possono sentirsi personalmente spronati dal bisogno di agire. Alle scuole degli studenti vincitori, infine, saranno destinati dei fondi da investire nella tutela della sicurezza scolastica.

Ricordiamo sempre che la problematica della morte sul lavoro è attualissima, e che non riguarda solo persone anonime e lontane, ma può persino riguardare noi stessi e i nostri cari. È un nostro dovere parlarne e fornire il nostro contributo nell’ottica del miglioramento.

Giovanna Giangregorio 5^E Liceo Scientifico e Linguistico “O. Tedone” Ruvo di Puglia.

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