Le migrazioni

IPERTESTO

Il fenomeno dell’emigrazione è antico quanto l’uomo. Infatti proprio attraverso flussi migratori si sono popolati i cinque continenti attraverso la commistione di popoli e culture diverse a partire da quando l’Homo sapiens (africano) ha avuto contatti con l’uomo di Neanderthal (di provenienza euro-asiatica). L’uomo migra da un Paese ad un altro per ragioni sociali, politiche, economiche, o a causa di guerre o catastrofi naturali. Questo fenomeno è dovuto soprattutto a squilibri economici e demografici. Ad emigrare, infatti, sono sempre state le popolazione più povere: finché l’uomo sentirà il bisogno di abbandonare la propria terra per cercare una vita migliore esisterà l’emigrazione. Le migrazioni, però, possono essere clandestine, quindi al di fuori delle regole o delle leggi che ogni paese ha stabilito per proteggere i propri confini; infatti le risorse di uno Stato non sono tali da garantire il mantenimento in condizioni dignitose di una popolazione eccessivamente numerosa. Con l’emigrazione clandestina si finanziano attività illegali, sostenute da associazioni malavitose, che sfruttano persone già sofferenti a causa delle precarie condizioni di vita. In passato circa 26 milioni di italiani sono emigrati in America per trovare lavoro e spedire soldi alle famiglie rimaste in Italia. Anche gli emigrati italiani sono stati vittime di discriminazioni o sottopagati lavorando in condizioni estremamente disagiate. Tuttavia, molti riuscirono a mettere da parte del denaro e al ritorno in Italia a ricostruirsi una vita, poiché la lira valeva molto meno del dollaro. Gli italiani che emigrarono in America (piemontesi, lombardi, veneti e, in seguito i contadini del sud e delle isole) riuscirono a trovare lavoro soprattutto nel settore agricolo. Purtroppo ad un certo punto in questi stati ci furono delle restrizioni sull’immigrazione: infatti, mentre all’inizio si prestava molta attenzione alla salute e a partire dal 1917 all’alfabetizzazione e alla conoscenza dell’inglese, in seguito le condizioni di vita dei nostri connazionali si deteriorarono. Oggi continuano ad esserci spostamenti verso gli Stati Uniti (prevalentemente immigrati irregolari) soprattutto dal Messico, anche se i messicani per varcare il confine devono superare il muro che li divide dagli Stati Uniti. Ultimamente il muro è stato rinforzato per volere del Presidente Donald Trump con droni, sensori di movimento, guardie armate, telecamere e filo spinato. Secondo i dati del Pew Research Center, nel 2015 erano 11 milioni gli immigrati irregolari negli Stati Uniti pari al 3,4% della popolazione totale e di questi 5,5 milioni erano messicani. Oltre a queste categorie di clandestini ci sono anche i turisti che continuano a risiedere negli Stati Uniti anche oltre la scadenza del visto; altri invece sono i cosiddetti dreamers.

Talvolta le migrazioni sono causate da persecuzioni etnico-religiose e in tale situazione i migranti hanno diritto all’asilo politico, come i profughi siriani vittime di una guerra civile che dura da parecchi anni. Alcune forme di emigrazione sono dovute a spostamenti forzati come quelle avvenute in passato per le popolazioni dell’Africa ridotte in schiavitù e deportate in America, per gli Ebrei, gli Armeni e più recentemente i Curdi e i Rohyinga, di cui ha parlato il Papa. I migranti, o profughi, che fuggono dalle persecuzioni cercano di raggiungere mete ambite in Paesi come Italia, Francia, Germania e Regno Unito dove sperano di trovare migliori condizioni di vita e lavorative. Attualmente però anche questi Paesi hanno limitato fortemente il numero di coloro che vi si possono trasferire legalmente nonostante la Convenzione di Dublino non lo permetta. In Francia molti migranti sono attualmente bloccati sul confine italiano a Ventimiglia e vivono in condizioni terribili e in rifugi di fortuna. Non sempre le politiche dei paesi europei riguardo l’emigrazione sono state  coerenti; infatti la UE ha versato all’incirca cinque miliardi di euro, sia in passato e che ultimamente, a Paesi come la Libia e la Turchia, per trattenere alle frontiere un numero crescente di migranti e impedirne il passaggio verso l’Europa. Qui i migranti vengono spesso maltrattati e vivono in condizioni veramente difficili. Per di più essi non possono neanche ritornare nel proprio Paese di origine poiché sanno di essere perseguitati o perfino uccisi. Nonostante tutto ciò, un enorme numero di migranti si affolla alle nostre frontiere spinto dalla fame e dalla disperazione.

(Ci sono state nei vari periodi storici anche migrazioni interne come ad esempio in Italia lo spostamento dal Sud arretrato al Nord oppure dalle campagne alle città, come è successo in Cina nel secolo scorso o durante la rivoluzione industriale in Europa).

Una forma particolare di emigrazione, infine, è quella per la quale a volte le persone migrano per trovare più occasioni di lavoro altamente qualificato. Questa è la cosiddetta “fuga dei cervelli”, che a lungo andare può determinare un impoverimento delle risorse di un paese in quanto sono proprio i giovani più dotati a lasciare le nazioni di provenienza in cui non trovano lavori per mettere a frutto le loro competenze. Ultimamente si sta cercando di bloccare questo fenomeno con finanziamenti finalizzati al loro rientro e  promuovendo l’istituzione di posti di lavoro adeguati da parte di enti di ricerca pubblici quali l’Università.

(Spesso i migranti sono spesso sottoposti a discriminazioni a causa del colore della pelle o della etnia di appartenenza anche se, come sostengono alcuni scienziati, il DNA o codice genetico varia pochissimo da una persona ad un’altra e quindi di fatto apparteniamo tutti ad un unico genere, quello  umano, anche se compaiono delle diversità che si sviluppano nelle diverse zone climatiche).

Le migrazioni di grandi dimensioni hanno finito con favorire l’affermarsi nelle diverse nazioni di partiti neo-nazionalisti. Esponenti di questi partiti sono in Italia Casapound, in Francia il partito di Marine Le Pen e negli Stati Uniti i sostenitori della politica che s’ispira al motto “America First” acclamato da Trump durante l’ultima campagna elettorale.

 

 

 

 

LINK CARTACEI

 

Convenzione di Dublino: La Convezione di Dublino (o Trattato di Dublino) è basata sul diritto di Asilo.

Questo è stato firmato per la prima volta nel 1997 Belgio, Danimarca,Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito. La Convezione di Dublino dice  che quando è accertato che il richiedente asilo ha varcato illegalmente, per qualunque via, provenendo da un qualsiasi Paese, la frontiera di uno Stato aderente al patto, quest’ultimo diventa competente per l’esame della domanda di protezione internazionale. Ciò vuol dire che se un migrante arriva sulle coste italiane, la sua domanda di asilo deve essere esaminata esclusivamente dallo Stato Italiano. L’obiettivo è quindi impedire ai migranti di richiedere asilo in più Paesi membri.

 

Dreamers:  Sono coloro che si sono trasferiti illegalmente, quando erano piccoli, insieme alla loro famiglia ed ora che sono adulti e hanno un lavoro si considerano a tutti gli effetti cittadini americani.

 

Curdi: I Curdi sono un gruppo etnico indoeuropeo che abita nella parte settentrionale e orientale della antica Mesopotamia. Tale territorio è compreso in parte negli attuali Stati di Iran, Iraq, Siria, Turchia e in misura minore in Armenia. L’area è a volte indicata col termine Kurdistan. I Curdi sono da secoli perseguitati in quanto abitano un territorio strategicamente rilevante per la ricchezza di petrolio e le risorse idriche ed è passaggio obbligato di alcune importanti vie di comunicazione, ad esempio tra le repubbliche centroasiatiche, l’Iran e la Turchia trovandosi quindi nel cuore di uno dei punti più caldi della politica mondiale.

 

Pew Research Center: É un “think tank” ovvero un gruppo di esperti deputato a effettuare analisi di tipo politico, economico o militare statunitense con sede a Washington che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica, andamenti demografici degli Stati Uniti ed il mondo in generale.

 

Partiti neo nazionalisti: sono quei partiti politici che si ispirano all’idea che gli stranieri rappresentano una minaccia per le nostre tradizioni, cultura, religione e che siano la causa del degrado sociale e civile della nostra società.

 

Casapound: partito estremista nazionalista che prende il nome da Ezra Pound poeta americano che si spirò al Duce Benito Mussolini, capo del partito fascista italiano.

 

Marine Le Pen: personaggio politico francese, estremista di destra. Sostiene tesi ostili al l’immigrazione. Guida il Front National, principale partito nazionalista francese, dal 2015.

 

America First: politica adottata dal neopresidente americano Donald Trump e si basa sul dare la precedenza agli americani nativi sugli immigrati e sul privilegiare l’economia statunitense, anche imponendo dazi alle merci straniere, rispetto alle altre.

 

Rohingya: I Rohingya sono una minoranza mussulmana sunnita che conta circa 800.000 persone, che vive in Birmania (attualmente Myanmar). Secondo i rapporti delle Nazioni Unite essi sono una delle minoranze più perseguitate nel mondo. Molti Rohingya infatti sono stati relegati in ghetti o sono fuggiti in campi profughi in Bangladesh e sulla zona di confine tra Thailandia e Birmania. Più di 100.000 Rohingya vivono in campi per sfollati, anche perché le autorità locali hanno proibito loro di uscirne. I Rohingya hanno catturato l’attenzione internazionale sulla scia di alcune rivolte svoltesi nel 2012. In Birmania l’identità religiosa, assieme a quella linguistica è uno dei motivi di contrasto con il governo birmano che sostiene la tradizione buddhista.

Francesco Luca Marzullo  3^C

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