“Lo Stato siamo noi” – Le parole di Francesco Marcone che non dimenticheremo mai.

Sabato 10 marzo 2018, presso la Sala Docenti della Scuola Primaria San Pio X di Foggia, assieme agli altri alunni di quinta, incontriamo Paolo Marcone, figlio di Francesco Marcone, ucciso con due colpi di pistola alla nuca, il 31 marzo 1995, nel portone della sua abitazione, nel pieno centro di Foggia, da una persona non ancora identificata. Paolo Marcone ci racconta di suo padre, della sua vita e dei suoi valori, di quanto sia spietata la mafia e dell’associazione “Libera”, creata, nel 1995, da Don Luigi Ciotti, che lotta attivamente contro ogni tipo di mafia e di criminalità organizzata. Francesco Marcone nasce a Foggia, nel 1935 e rimane orfano all’età di otto anni, per la morte improvvisa di suo padre Arturo, dal quale eredita l’amore per lo Stato. Paolo Marcone, con orgoglio, riporta le parole che il padre ripeteva sempre sia a lui che a sua sorella Daniela: “LO STATO SIAMO NOI!”, intendendo dire che, tutti noi, sin dalla nostra giovane età, con i nostri comportamenti, con i nostri silenzi, con le nostre denunce, determiniamo quello che sarà lo Stato, motivo per cui dobbiamo imparare ad assumerci, sin da piccoli, le nostre responsabilità. Noi bambini di oggi, saremo, infatti, i futuri cittadini di domani. Francesco Marcone, Direttore dell’ex Ufficio del Registro di Foggia, era un cittadino dedito all’onestà, alla giustizia e alla verità. Pochi giorni prima della sua uccisione, aveva depositato, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, un esposto in cui denunciava il sistema e la rete di relazioni mafiose alla base di una certa imprenditoria spregiudicata che mirava al mancato pagamento delle tasse. Paolo Marcone ci parla anche delle altre vittime locali della mafia: Giovanni Panunzio, Pasquale Ciuffreda e Renata Fonte e di tutte le altre vittime a livello nazionale, tra cui anche molti ragazzi e bambini, perché, per usare le sue parole: “la mafia non fa distinzioni di colore, pelle o età: quando deve uccidere, uccide”. Illustra, quindi, le principali realtà mafiose presenti sul territorio italiano: Cosa Nostra in Sicilia, la Camorra in Campania, la Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona Unita in Salento, e Società Foggiana, probabile protagonista dell’uccisione di Francesco Marcone. Con determinazione e speranza, racconta, infine, della nascita, nel 1995, di “Libera”, una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, parrocchie, contro la mafia, creata da Don Luigi Ciotti, molto attiva sia sul territorio nazionale che su quello internazionale, sottolineandoci quanto sia stata importante anche per la famiglia Marcone. Il prossimo 21 Marzo, Libera, si prepara a celebrare a Foggia, quale “piazza” principale, la Giornata della Memoria e dell’Impegno, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Simultaneamente, questa Giornata verrà vissuta in migliaia di luoghi d’Italia, dell’Europa e dell’America Latina. L’incontro con Paolo Marcone è stato, per noi, bambini di dieci anni, un’esperienza che ci porteremo dentro per tutta la vita. Nei suoi occhi colmi di dolore, abbiamo colto una luce di orgoglio e di fierezza per il comportamento coraggioso di suo padre, una luce che vogliamo conservare affinché ci faccia da guida nel cammino di crescita da bambini di oggi a cittadini di domani. Il suo sacrificio e quello di tutte le altre vittime della mafia non può restare vanificato, non può bastare più solo intitolare una piazza, dedicare un monumento o celebrare una manifestazione. Questo straordinario esempio di uomo comune che ha deciso di non piegare la testa, di Funzionario dello Stato che ha deciso di fare bene il suo lavoro, siamo sicuri, ci darà la forza di denunciare le ingiustizie e di ricercare, sempre, la verità.

Alessandra Mignogna -Cristiano Santoro-Francesco Bianco -Benedetta De Girolamo-Emanuele lo Russo -Andrea Torraco -Sara La Notte

Classe V E

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