IL “TIMBALLO” E LA TRADIZIONE DELLA “ MADONNA DELLA FONTE”.

La festa patronale del mio paese cade a Maggio: la Madonna della Fonte è la protettrice di Conversano. È una festa di primavera, oltre che essere religiosa. I petali di rosa, infatti, vengono lanciati dai balconi delle case al passaggio del bellissimo quadro bizantino raffigurante la Vergine Maria insieme a Gesù bambino. Il giorno della Madonna della Fonte è stata sempre usanza preparare il buonissimo timballo: pasta fatta in casa e cotta al forno, contenente polpettine di carne impanate con il pan grattato, prima fritte e successivamente immerse nel ragù. Ma ciò che lo rende originale è senza dubbio il rituale che lo accompagna. Le donne si alzano molto presto al mattino per preparalo, poi, per conservarlo caldo e sugoso, lo avvolgono con coperte di lana, tradizione tramandata di generazione in generazione. Il pasto, tanto sostanzioso quanto gustoso, è così conservato per permettere ai vari componenti della famiglia di recarsi tutti insieme a vedere la processione che si snoda per le strade del paese, raggiungendo il momento più suggestivo quanto si ferma in villa Garibaldi, il punto più alto di Conversano. Qui il quadro viene girato verso il mare, per salutare quelle onde che, secondo la leggenda, pare lo abbiano salvato dall’iconoclastia orientale. La mattina è lunga, ma la famiglia, tornata a casa, ha la possibilità, riunita attorno alla tavola imbandita, di gustare il buonissimo timballo, preparato con cura all’inizio di questa memorabile giornata, che ama ripetersi ogni anno.
La classe seconda F, Carelli, Conversano.

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