Cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro

NON SI FA ANCORA ABBASTANZA  

“Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita” afferma il poeta Khalil Gibran. In realtà, spesso, il lavoro porta con sé rischi di infortuni e mortalità. Notizie drammatiche dai luoghi di lavoro sono all’ordine del giorno: basti pensare ai recenti incidenti avvenuti a Catania, in cui hanno perso la vita due vigili del fuoco e a Livorno, dove sono morti due operai in seguito all’esplosione di un serbatoio.

Evitare infortuni sul lavoro, in teoria dovrebbero essere semplice: basterebbe applicare delle norme preventive che sono contenute nel decreto legislativo n. 81/2008, che ha integrato il vecchio decreto n. 626/1994, la legge con la quale il legislatore indica ad aziende, datori di lavoro e lavoratori quanto è essenziale e obbligatorio attuare le misure preventive a tutela della salute fisica e psichica, in ogni ambiente di lavoro.  Ma che significa “infortunarsi” sul lavoro? Lo abbiamo chiesto a un ispettore del lavoro, adesso in pensione, il dott. Ruggiero Piazzolla: “ Si considera infortunio sul lavoro l’evento occorso al lavoratore per causa violenta, in occasione di lavoro e da cui deriva la morte o l’inabilità permanente, assoluta o parziale,  che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre giorni.” E’ a questo punto che entra in azione l’I.N.A.I.L., Istituto Nazionale per l’Assicurazione  contro  gli Infortuni sul Lavoro, che svolge in sinergia con istituzioni, parti sociali e mondo accademico, attività di prevenzione dei rischi lavorativi, di informazione, di formazione e assistenza in materia di sicurezza e salute sul lavoro e di diffusione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro.

Esistono organi istituzionali preposti (ispettori del lavoro e ispettori ASL) al controllo del corretto adempimento delle norme preventive durante lo svolgimento delle attività lavorative: il controllo viene svolto con molto rigore, al punto da applicare sanzioni penali al datore di lavoro inadempiente, con eventuale chiusura dell’attività lavorativa, in base alla gravità della violazione accertata. Si pensi, ad esempio, ai molteplici rischi a cui sono esposti gli operai sui cantieri, nel settore edile.

Nonostante le leggi che disciplinano la materia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e malgrado l’attività di controllo svolta dagli organi di vigilanza, statisticamente, l’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, registra, ancora oggi, un numero considerevole di casi mortali, le cosiddette “morti bianche” che  nel 2017 hanno visto un incremento del 5,2% rispetto ai dati del 2016 (1104 casi).Ciò significa che un padre di famiglia esce di casa per recarsi al lavoro e non vi fa più ritorno, a causa dell’infortunio mortale occorsogli.

Perché si possa parlare di infortunio sul lavoro, i requisiti essenziali sono i seguenti: una causa violenta, un’azione rapida e concentrata nel tempo che vince la resistenza del corpo umano, provocando una lesione, l’occasione di lavoro, cioè le condizioni anche ambientali in cui l’attività si svolge che implica il rischio di danno del lavoratore e la lesione. Tra le diverse tipologie di infortunio è indispensabile menzionare quello che si verifica in itinere, cioè un infortunio che avviene durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.

Tra i casi di infortunio sul lavoro più clamorosi, l’ex dirigente dell’ I.N.A.I.L., ha ricordato che nella sua lunga esperienza è rimasto  colpito dal caso di un operaio, con la qualifica di muratore, regolarmente alle dipendenze di una ditta, che doveva eseguire lavori di ristrutturazione di un appartamento. Nel giorno in cui si è verificato l’infortunio, l’imprenditore edile aveva posizionato l’autocarro, sulla rampa di accesso al garage prospiciente l’appartamento da ristrutturare. Mentre l’operaio stava sul cassone del predetto autocarro, intento a livellare il terriccio e il materiale di risulta, improvvisamente, con nessuno alla guida, il mezzo si metteva in movimento, schiacciando l’operaio tra la cabina e la soletta della ringhiera del balcone del piano rialzato situato sulla stessa rampa. Quando giunse l’ambulanza sul luogo, i sanitari potettero solo constatare il decesso dell’uomo. Alla luce di tutto questo, possiamo affermare che in materia di prevenzione e di sicurezza abbiamo ancora tanto da dire e da fare.

 

 

Carli Mattia  classe 3^A   

 Scuola secondaria di Primo grado “De Nittis”  Via Libertà 20/A   -Barletta-

 

2
2 voti totali
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Edisud S.p.A., Piazza Moro 37, 70122 Bari, Cap. Soc. € 5.000.000,00 I.V. REA Bari n.192794 Iscr. Trib. Bari Reg. Soc. N. 12372 El. 1/81 P.I.e c.f. 02492480724
or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account