IL PATTINAGGIO ARTISTICO SU ROTELLE NON È UNO SPORT OLIMPICO: PERCHE’?

Pattinaggio artistico escluso dalle Olimpiadi 2020 a San Pietroburgo

 PATTINI

Il pattinaggio artistico su rotelle, nonostante sia uno sport molto praticato, non fa parte dei giochi Olimpici.

Perché? Quali sono le motivazioni?

I pattini a rotelle nascono dall’idea geniale di un uomo londinese, di cui non sappiamo il nome, che nel 1743 andò davanti ad un pubblico incuriosito con delle scarpe sulle quali erano state montate delle ruote in metallo.

I primi pattini erano molto complicati da manovrare perché potevano fare solo delle grandi curve.   Nel 1863, a New York , furono montate le 4 ruote, questa invenzione fu molto importante perché l’atleta, finalmente, poteva cambiare direzione soltanto spostando il peso del corpo su una parte e l’altra del piede.  Nel 1884 venne inventato il tampone che permetteva di frenare e l’inserimento dei cuscinetti a sfera che diminuivano l’attrito così da poter avere una velocità maggiore.

Il pattinaggio è uno sport praticato in tutto il mondo ed è molto seguito, ma, nonostante questo, è considerato poco perché non ha sponsor che gli permettano di elevarsi a sport olimpico.

Se vi chiedessi chi è Carolina Kostner tutti sapreste di chi stiamo parlando, mentre se chiedessi chi è Debora Sbei risponderebbero solo coloro che praticano pattinaggio artistico. Debora Sbei, infatti, è una pluricampionessa mondiale di pattinaggio artistico a rotelle, ma in pochi lo sanno.

Tutto questo è un vero peccato perché gli atleti fanno dei veri miracoli e dei grandi sacrifici.

Si inizia a pattinare all’età di 5 anni, con allenamenti che variano da 2 a 3 volte alla settimana, senza contare gli allenamenti che precedono le gare, dove ci si allena tutti i giorni per almeno 2 ore.

Quindi, perché il pattinaggio su rotelle è considerato uno sport di serie B?

Forse perché è visto come uno sport povero?

I pattini costano intorno ai 700,00 euro e i body da gara costano non meno di 200 euro.

Mi chiamo Francesca Carrano, pattino da quando avevo sei anni e faccio appello a tutti coloro che amano questo sport affinché finalmente possa arrivare ad occupare il posto che merita.

Carrano Francesca, 1F SS1G “C. Battisti”

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