LO SPORT E I RAGAZZI

La danza: la mia scelta di vita.

Lo sport occupa un ruolo essenziale nella vita di noi ragazzi.

Sin da piccoli la maggior parte dei bambini si dedica ad un’attività sportiva perché lo sport è fondamentale per il sano sviluppo dei giovani, tanto da essere riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale. (Cit. Comitato italiano Unicef).

L’attività fisica regolare apporta molti benefici al corpo e alla mente, trasmettendo a bambini e ragazzi i valori più importanti della vita: la non violenza, lo stare insieme, la collaborazione, l’aiuto reciproco e le regole.

Di solito i bambini piccoli scelgono uno sport che affascina soprattutto i genitori, poi crescendo decidono autonomamente se continuare o cambiare.

Tra gli sport più scelti dai genitori ci sono il calcio per i bambini e la danza per le bambine.

Infatti, spesso, quando si tratta di bambine, ma non solo, la danza viene messa da parte per essere sostituita, in un secondo momento, da un’altra attività sportiva.

Perché?

Partiamo da una premessa: la danza non è solo uno sport, ma è un’arte e una disciplina basata su notevoli sacrifici.

Perciò, le bambine, che non hanno sviluppato una passione significativa per questo sport fin dall’inizio, tendono a cambiare da grandi.

In sostanza, solo se ci sono passione e determinazione si può imparare a danzare veramente.

Anche io ho iniziato così!

Avevo solo tre anni quando, per gioco, mi sono ritrovata catapultata in un mondo particolare fatto di regole e conoscenza del proprio corpo.

Ovviamente, in questa prima fase di vita la danza è un gioco e gli stessi maestri insegnano in maniera allegra il fascino di questo mondo, fatto di suoni e movimenti, che da buffi e scoordinati diventano nel tempo sempre più precisi e armoniosi.

Dopo un po’ di tempo, quando il bambino acquista autonomia, le regole diventano più rigide e dal gioco si passa alla vera danza.

E’ in questa fase che molti bambini decidono di cambiare sport.

A me questo non è successo e nonostante abbia frequentato altri sport (contemporaneamente alla danza), sono ormai otto anni che essa fa parte della mia vita.

Ci sono diversi tipi di danza: classica, moderna, acrobatica, hip-hop, ma alla base di tutto ci sono le regole della danza classica che sono rigide e severe.

Infatti la danza è come un albero, in cui il tronco è la danza classica e i rami sono gli altri generi. Non si può imparare a ballare veramente senza aver acquisito le basi della danza classica.

Dopo tutti questi anni sono sempre più convinta che la danza non sia solo uno sport, ma un’ARTE.

Infatti i coreografi se ne servono per esprimere emozioni, sentimenti, stati d’animo o per raccontare delle storie.

Il ballerino deve sempre sorridere e trasmettere emozioni. Al contrario di altri atleti, che possono mostrare sul proprio volto la fatica e lo sforzo, i danzatori sono abituati fin dall’inizio della loro carriera a non mostrare la stanchezza. Per questo a volte la danza classica viene associata (da chi non la conosce) a qualcosa di poco faticoso.

Ma non è così, dietro quei sorrisi c’è tanto, tanto sacrificio. Tenersi in allenamento per un danzatore è come prepararsi ad una gara olimpica. Se il pubblico potesse vederli durante la preparazione di uno spettacolo capirebbe quanta fatica è necessario affrontare.
Dunque, la danza non è uno sport, ma ci si allena come se fosse uno sport.
Io non so ancora cosa farò da grande, ma sono sicura che la danza farà sempre parte della mia vita e sono felice di aver avuto la possibilità di entrare in questo mondo magico.

Angela Swamy Pignatelli

Classe 1^F

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