INCIDENTI FERROVIARI: IN ITALIA ANCORA MOLTO DA FARE

Quello avvenuto in Lombardia, a Pioltello, il 25 Gennaio 2018, è solo l’ultimo in ordine di tempo degli incidenti ferroviari in Italia che ha riportato l’attenzione di media e opinione pubblica sul tema della sicurezza nei trasporti ferroviari e sul numero degli incidenti sui binari.

Il trasporto ferroviario in Italia, oggi, è il sistema  più utilizzato sia sulla tratta breve da lavoratori e studenti pendolari, sia sulla lunga tratta. Nell’ultimo ventennio, dall’inizio del 2009 ad oggi, sulla rete ferroviaria italiana ci sono stati almeno 120 incidenti mortali, alla base dei quali spesso c’è una cattiva manutenzione degli impianti, il non rispetto delle regole di sicurezza e talvolta l’errore umano. 

I dati ISTAT posizionano l’Italia a circa metà nella classifica sul numero di incidenti ferroviari mortali in Europa. La posizione però tende a salire se si considerano elementi fondamentali come la frequenza dei trasporti, il numero di passeggeri e la tratta. Il dato rassicurante è che il numero di incidenti, seppur elevato, si è ridotto di circa il 5,1%  nell’ultimo ventennio, per quanto c’è ancora molto su cui lavorare.

In ambito UE nel 2006 è stata istituita l’Agenzia Ferroviaria Europea, con sede in Francia che ha il compito di esaminare le nuove regole nazionali in materia di sicurezza, tenere  un registro degli indicatori di sicurezza, delle relazioni d’indagine e dei certificati di sicurezza e sorvegliare sullo sviluppo della sicurezza ferroviaria, monitorando anche gli incidenti ferroviari avvenuti negli stati membri. 
In Italia, l’emanazione di questo organismo UE è l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie operativa dal 16 giugno 2008 con sede a Firenze. Tale organismo ha il compito di regolamentare la sicurezza della circolazione ferroviaria sulla rete nazionale, vigilare sull’applicazione delle norme, rilasciare autorizzazioni, certificazioni ed omologazioni alle imprese e ai gestori delle infrastrutture ferroviarie operanti in Italia. Tale organismo può diventare uno strumento che i cittadini – ed i ferrovieri in particolare – dovrebbero conoscere ed utilizzare ai fini dell’accertamento dei reali livelli di sicurezza, laddove questi appaiono al di sotto degli standard previsti. 

SARA LAMACCHIA,  2^ O

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