Ed è subito Musica

La poesia è il linguaggio del cuore, esprime quelle sensazioni inspiegabili che non sono razionali. Per secoli la poesia è stata parte fondamentale dell’esistenza umana. Poi, di colpo, è diventata musica. In verità, dalla notte dei tempi, la musica e la poesia sono sempre state unite, ma ad un certo punto si sono separate. Sono passati secoli, si sono riunite. Nasce la cosiddetta canzone d’autore. Nasce il cantautore. Chi è un cantautore? Una “persona” che scrive canzoni, compone anche la musica e le canta. Il cantautorato si afferma in primis negli anni ’50 (per molti Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu è il promotore del fenomeno), ma trova realmente fortuna negli anni ’60, a Genova, con la cosiddetta Scuola Genovese. Un gruppo di ragazzi che hanno segnato un’epoca e sono diventati i grandi della musica italiana. Fabrizio De Andrè, Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Umberto Bindi. Ma perché Genova e non Roma, la città eterna? Perché Genova è una delle città del triangolo industriale del dopoguerra, è sempre stata terra di scoperte (Cristoforo Colombo ci ricorda qualcosa?), è caratterizzata dal mare, da pescatori, ma anche da industrie e modernità. Il nuovo e il vecchio si uniscono in un’armonia senza fine.

Lo sapevi?

Nel 2010 è nata l’associazione Via del Campo 29 Rosso per la salvaguardia della canzone d’autore della Scuola Genovese

Per fare un esempio di “genovese parlato”: Umbre de muri muri de mainé/dunde ne vegnì duve l’è ch’ané, ovveroOmbre di facce facce di marinai/da dove venite dov’è che andate (F. De André-Creüsa de ma). È già musica. I ragazzi della Scuola Genovese hanno bisogno di riconoscersi in qualcosa, nelle loro canzoni inseriscono i loro problemi, le loro sofferenze, i loro sogni. Tassello dopo tassello compongono la propria biografia. La canzone non ha più un ruolo popolare o commerciale. Nei componimenti genovesi sono presenti elementi degli chansonnier francesi e della letteratura italiana e mondiale. Ad esempio Il cielo in una stanza di Gino Paoli ricorda L’infinito di Giacomo Leopardi. Invece De André riprende il genere fiabesco con La canzone di Marinella, mentre con Geordie si rifà a una ballata inglese. La figura del cantautore, in seguito, si diffonde in tutta Italia e nomi come Jannacci, Gaber, Battisti (insieme a Mogol), Baglioni, Venditti, Dalla, De Gregori, Pino Daniele diventano famosi ovunque. Ma oggi sono pochissimi i giovani che hanno almeno sentito nominare queste icone della musica italiana. Come si può far amare le loro canzoni? Chi può dirlo?Eppure loro sono lì, con le braccia aperte, ad ascoltarci e capirci.

 

Giovanna Cimaglia classe IV B S

 

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