CONCORSO “PAOLA ADAMO” Conoscere la vita santa di un’adolescente tarantina

Non credevo ai miei occhi quando ho letto l’invito ricevuto per il ritiro del premio della “Fondazione Paola Adamo” per l’impegno e la dimostrazione d’interesse all’iniziativa da loro promossa. Ho partecipato, infatti, al quinto concorso “Paola Adamo” svolgendo un tema in cui ho espresso tutte le emozioni che la vita e la bontà di Paola hanno suscitato in me. Una storia che anche Ginosa sta iniziando a conoscere grazie alla prof.ssa Bonelli, che parla nelle scuole di Paola Adamo, vera testimone della santità, scomparsa all’età di 14 anni e mezzo.

È stato davvero emozionante recarmi a Taranto e ricevere una borsa di studio ed un attestato. Ho svolto il tema con la penna che mi tremava tra le dita, poiché avevo letto la storia di quest’ “anima delicata e sensibile” qual era appunto Paola. Era esclusa dalla classe – anzi, per meglio dire, si teneva lontana dagli amici e dalle compagne che persistevano nella cattiveria, nella volgarità o nella lontananza dalle regole –  ma, nonostante ciò, nella famiglia le avevano insegnato il valore e l’importanza della parola “perdono”.  Saper perdonare: com’è difficile!

Quando l’architetto Lucia D’Ammacco Adamo – mamma di Paola Adamo e signora meravigliosa con una grande forza d’animo – mi ha consegnato l’attestato, mi ha fatto i complimenti dicendomi che il tema l’ha commossa tantissimo. Io, in quel momento, sono stato in grado di pronunciare una sola parola: “grazie”. Grazie del premio e grazie alla Fondazione per l’impegno profuso.

Dentro di me ho provato tanta emozione, poiché negli occhi di questa elegante e dolcissima signora ho letto tanta stima nei miei confronti e nei confronti dei giovani; giovani, che le permettono di colmare il vuoto che da anni alberga nel suo cuore e che – anche con il sostegno di don Gaetano, padre salesiano Segretario della Fondazione e suo amico – cerca di superare, sebbene alcune ferite non si possano cicatrizzare mai.

Sono davvero felice di aver vinto uno dei premi del Concorso e aver potuto trasmettere le mie emozioni ed i miei sentimenti ai presenti ed agli amici di classe, ma soprattutto a coloro che hanno avuto la fortuna e l’onore di incontrare Paola, per la quale si è aperto il processo di beatificazione.

 

Gabriele Pedacchio

Classe 2ͣA Scuola secondaria I grado “G. Calò” – Ginosa (TA)

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