La prevenzione degli infortuni stradali

Per combattere il drammatico impatto derivante dagli infortuni stradali, la parola chiave è prevenzione. Perché i programmi di prevenzione possano essere efficaci, però, è necessario partire da un’azione di informazione di tutti gli attori coinvolti, dagli operatori sanitari alle autoscuole, dalle famiglie alle scuole, per favorire la consapevolezza dei rischi derivanti da comportamenti scorretti sulla strada e per mettere a punto azioni preventive coordinate e attuabili. Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte nella fascia di età compresa tra i 15 anni e i 30 anni, e sono responsabili della maggior parte dei casi di invalidità permanente. Ecco dunque la ragione di una materia didattica: l’educazione stradale, che impartisca ai più giovani, a quelli che un domani saranno automobilisti e che comunque sfrutteranno la strada in maniera più “diretta”, non solo la conoscenza dei segnali ma anche e soprattutto i corretti comportamenti da adottare. Solo comprendendo che la strada, in quanto “pubblica”, è soggetta a determinate leggi e soprattutto impone prudenza e rispetto nei confronti di sé stessi, degli altri e dell’ambiente, si può sperare in una riduzione degli incidenti e in una mobilità più sostenibile. Il concetto di “mobilità sostenibile” si incentra proprio sul fatto degli effetti negativi del traffico (inquinamento, viabilità difficoltosa, alto numero di incidenti stradali, danni al paesaggio, gravi ostacoli alle categorie sociali più deboli come disabili e anziani). Credo che sia arrivato il momento di passare all’azione scegliendo forme di mobilità alternativa, come ad un più organizzato trasporto pubblico, alle giornate senz’auto, riducendo così il numero delle vittime e i costi sostenuti dallo Stato. Diversi studi infatti, hanno evidenziato che il 60% degli incidenti stradali è dovuto a fattori umani, il 30% a fattori ambientali e il 10% a fattori connessi con il veicolo. I fattori umani possono essere assai diversi, e comprendono aggressività, disadattamento sociale, uso inappropriato dell’alcol, farmaci, malattie, deficit della vista, uso di sostanze stupefacenti, stress, affaticamento, uso di apparecchi mobili alla guida. Oltre a queste cause, vi è anche un cattivo uso (o la totale mancanza) dei dispositivi di sicurezza. L’efficacia del casco e delle cinture di sicurezza, così come dei seggiolini per bambini, e la pericolosità dell’uso del cellulare alla guida. I rischi legati al “fattore mezzo” riguardano il veicolo, quindi fondamentali sono la manutenzione periodica e i controlli all’inizio del lavoro. E’ nostro compito pertanto impegnarci solennemente per far fronte comune contro la paura, la morte, la cattiva educazione. Occorre impegnarsi seriamente nella prevenzione del rischio stradale perché è in gioco la salvaguardia della salute e della vita umana.

 

Nicola Mele 3^ H

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