Carpe diem, ecco il motto della generazione 2.0.

Single, a casa con i genitori, senza garanzie e con un conto che si azzera a fine mese. Stili di vita da terzo millennio. Precari nel lavoro e nella vita, a metà strada tra la spensieratezza e la preoccupazione per il futuro, tra la rassegnazione e la speranza del cambiamento. All’interno dell’educazione degli adolescenti e dei giovani, il denaro gioca un ruolo fondamentale che deve essere considerato dal genitore, parte integrante per la crescita e la formazione dei propri figli. Il basso livello di comunicazione interfamiliare riscontrato per questi argomenti di conversazione sembra rispecchiare una precisa volontà dei genitori di eludere tali discorsi. Probabilmente si ritiene che i ragazzi non abbiano ancora raggiunto una maturità sufficiente per affrontare con loro argomenti più complessi ed anche più delicati: dar vita ad argomenti “taboo” di questo tipo, infatti, non solo rende eventi di vita quali licenziamenti, crisi economiche, peraltro oggi molto diffuse, carichi di tensioni familiari, ma può anche condurre ad un utilizzo del denaro incontrollato e irresponsabile. Non bisogna, poi ,dimenticare la profonda influenza esercitata dai mass media, che nell’adolescente suscitano spesso l’impulso ad un consumo sconsiderato: proprio attraverso un’educazione all’uso responsabile dei soldi tali stili di consumo possono essere arginati!  Emerge così che se per le ragazze il denaro è importante soprattutto per stare bene con gli altri; -dove l’appartenere regala l’ambita “sensazione di protezione”, per i maschi esso è inteso da un lato nella sua accezione adulta, dall’altro nell’accezione infantile di soddisfazione dei desideri o di esibizione di potere e seduzione. Nonostante le differenze di genere né maschi né femmine intravedono una reale prospettiva di risparmio: il possesso di denaro è connesso solo alla realizzazione di progetti a breve termine; di conseguenza nessuno risparmia.  Il risparmio rappresenta comunque, per la stragrande maggioranza degli adolescenti, un valore importante, una pratica considerata necessaria una volta divenuti adulti, in base a motivazioni dettate soprattutto da sentimenti di preoccupazione per il futuro, contro i quali prevale il senso del dovere e della responsabilità. Tra i ragazzi si osserva in genere una scarsa conoscenza e consapevolezza non solo in riferimento alle forme d’investimento, ma anche nei confronti degli strumenti di risparmio personali, nonostante la diffusa disponibilità di depositi bancari e postali; questo elemento evidenzia uno scarso coinvolgimento e partecipazione dei ragazzi a queste decisioni che sono prese, nella maggior parte dei casi, dai genitori. Attorno ai sedici anni, infine, si può permettere al ragazzo di sperimentare dei lavoretti part-time e consentirgli di aprire un proprio conto in banca da considerare come un fondo cassa, nel quale investire i propri risparmi per spese future. Un passo avanti rispetto allo storico salvadanaio. Ciò che conta e che si spera arrivi come messaggio a tutti i giovani è che quanto si possiede materialmente non è la condizione necessaria e sufficiente per sentirsi realizzati a livello personale, ma solo il principio di un’esperienza personale finanziaria, finalizzata all’assunzione di responsabilità del singolo nelle scelte quotidiane di vita.

 

Melania Gassi

3^G

Liceo scientifico E. Fermi Bari

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