Tutti noi quando lavoriamo siamo tutelati?

Esiste un istituto che si occupa proprio di questo, L’INAIL;(istituto Nazionale contro gli infortuni sul lavoro) il suo lavoro è quello di tutelare i lavoratori dagli infortuni per tutte quelle attività che vengono giudicate come rischiose. Ogni lavoratore ha bisogno dei suoi materiali da lavoro tra cui quelli che ti aiutano in caso di pericolo, i titolari dell’azienda hanno il compito di comprare questi oggetti per i dipendenti. In Italia ci sono poche persone chiamate ispettori di lavoro che controllano le normative di legge nelle industrie. Ci sono stati molti casi in passato che hanno causato morte di alcuni operai perché non avevano attrezzature con cui lavorare in massima sicurezza. Nel 2016 sono state 578 le denunce di morti sul lavoro, in 7 mesi gli incidenti sono stati 390.287.

Stavano ristrutturando la chiesa di San Marcellino a Pedimonte Matese, crolla un’impalcatura e travolge i 2 operai a lavoro. Probabilmente i lavoratori non indossavano né caschi di protezione, né imbracature, stavano montando un’impalcatura alta 15 metri, dopo 10 metri d’altezza quando la struttura all’improvviso cadde ed i 2 operai sono precipitati al suolo rimanendo schiacciati dall’impalcatura stessa. Un operaio è finito sotto i tubi di ferro, l’altro si è schiantato su un’auto parcheggiata. Con loro c’era anche un terzo collega che ha riportato solo ferite lievi. (La repubblica).

Che si parli di diritto al lavoro, alla salute, alla dignità umana, a Taranto i valori sembrano estinti. Mi sorge una domanda: dov’è lo Stato!? In questo caso lo stato dovrebbe venire in contro a tutte queste persone che si trovano a vivere in un’area sporca ma non per scelta loro. Dovrebbe cercare di mandare il più lo sto possibile la gente è far produrre i materiali dai macchinari e non dall’uomo che ogni giorno respira quell’aria e si danneggia i polmoni. I nostri politici dovrebbero aiutare gli altri a vivere senza rischiare la vita

Angelo Perulli 3^C

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