Il rugby è o non è pericoloso?

È opportuno conoscere prima di giudicare.
Il rugby è uno sport formativo per il corpo, ma anche per la mente. La prima regola del rugby è: dare rispetto agli avversari, all’arbitro , ai compagni e agli allenatori. Il rugby da tutti viene considerato uno sport che provoca dolore e ferite; molti genitori protettivi nei confronti dei figli, non vogliono fare praticare loro questo sport per paura che si facciano male. Ma il rugby permette di acquisire una buona preparazione atletica e , soprattutto , scolastica perché per essere bravo a rugby bisogna ottenere buoni risultati a scuola. È uno sport che aiuta i ragazzi introversi, perché essendo sport di squadra favorisce la socializzazione.
In Italia la Federazione Italiana Rugby ha un settore dedicato alla promozione del mini rugby nelle scuole, dove vengono attivati progetti finalizzati all’educazione e alla formazione degli alunni. Si parla di mini rugby per i bambini di età compresa fra i 5 e i 12 anni, suddivisi in under 6, under 8, under 10 e under 12. Il mini rugby è un gioco che favorisce non solo la socializzazione ma anche l’integrazione: possono giocare in squadre miste sia bambini che bambine.
Oltre agli aspetti legati alla socializzazione, al rispetto dei principi e delle regole, il mini rugby offre l’opportunità per i bambini di confrontarsi con la propria e altrui aggressività in un contesto di gioco.
Quindi si invitano tutti i genitori a sfatare il pregiudizio rugby = sport pericoloso, ma a rivalutarlo come un idoneo percorso di crescita per i propri figli.

Alessandro Abbruzzese II C

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