L’ulivo, ferito dalla “xylella”, rivive in una bottega di Barbarano

In artigianato, l’accurata scelta del materiale si fonde con l’esperienza e la passione che elevano un qualsiasi mestiere ad un Mestier d’Arte. Questi elementi caratterizzano Damiano Bello, falegname salentino che per farsi spazio in un’economia sempre più spregiudicatamente industrializzata ha preferito difendere un Made In Italy sempre più a rischio d’estinzione.

Racconta con occhi pieni di orgoglio la cura e l’amore che ripone nella realizzazione di ogni suo oggetto, che diviene, con le sue venature lignee, con i suoi “difetti” che raccontano la vita degli ultracentenari alberi, un pezzo unico ed inimitabile. Meticolosa la ricerca di legni (possibilmente vissuti) quali il noce, il pino, l’abete ma soprattutto l’ulivo, albero in crisi a causa della “xylella”, ma anche il suo prediletto proprio grazie alla fiammante radica che sboccia tra sfumature di marrone, adatto alla realizzazione di portapenne, scacchiere, portacarte o addirittura dipapillon che, coniugando originalità e tradizione, sono arrivati fino alle lussuose vetrine veneziane.

Andrea Perrone (Liceo Classico)

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