Origami tra i banchi di scuola: le mani non sanno solo digitare
foto haiku e origami (1)

In  Giappone:  terra dove fioriscono i ciliegi, a scuola i bambini imparano a piegare la carta  con la tecnica dell’origami, senza usare colla o forbici, per realizzare qualsiasi figura a partire da un semplice foglio quadrato.  Nella nostra scuola, a Putignano, terra dove come in Giappone fioriscono i ciliegi,  molti alunni   si sono dedicati a questa arte sin dalla prima elementare, incominciando dalle forme più semplici. Hanno usato gli origami per decorare aule e corridoi e anche per fare regali. Tra i banchi sono spuntati: fiori, stelle, farfalle e, a volte, piccole gru sono  sbucate dagli astucci.  La gru è il simbolo di questa magica tecnica.  Regalarne una ha un valore sacro,  significa augurare mille anni di vita, forse perché per  realizzarla  ci vuole “tempo”:  il  regalo più bello che si possa fare. Questa tecnica abitua ad avere mani per creare e non solo per “digitare”.  All’inizio  sembra un enigma decifrare gli schemi geometrici ma, con  pazienza, imparando dall’errore,  si riesce a raggiungere il traguardo: questa è  la cosa più bella dell’origami.  Non c’è un momento preciso per dedicarsi a questa pratica, basta avere un foglio tra le mani: un ritaglio  di giornale si trasforma in  una barchetta, una carta di caramella diventa una farfalla, un tovagliolino sboccia come se fosse un fiore … “La bellezza, dicono i maestri giapponesi, è nella capacità di ricostruire sempre qualcosa”.  Prima, quest’arte non era molto conosciuta, poi “la sua voce si è diffusa”. Molti  di noi se ne sono appassionati e  nel tempo libero, cercano autonomamente libri specifici  o tutorial sul web per divertirsi e rilassarsi.  Ciò che affascina è il desiderio di “creare” con le mani , di produrre qualcosa da soli, senza doverla  comprare,  come facevamo i primi uomini.  L’origami è un’esperienza di libertà, di creatività e di serenità,  perché è proprio vero che: “quando le mani lavorano il cuore è sereno”. Papa Francesco lo ha ricordato:  “Andare a scuola per imparare le tre lingue che una persona matura deve saper parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore, la lingua delle mani”.  L’origami è una delle tante espressioni della lingua delle mani. L’interesse per questa disciplina di origine giapponese, come per il taiko, il  sushi,  l’haiku, il kamishibai … ci dimostra che ogni cultura originale di un popolo può diventare cultura di tutti. Sarebbe bello  se il mondo intero  fosse un origami che, piega dopo piega, desse forma ad ogni sogno.

classe V C plesso Minzele

 

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