Salvo il palazzo di Girolamo Comi. Quale futuro per la dimora a 50 anni dalla morte?

Una grande conquista, per la comunità del Salento, l’annullamento del bando di gara emanato dalla Provincia di Lecce che prevedeva l’assegnazione a un privato della gestione di Palazzo “Comi”. I cittadini avevano costituito un Comitato, facendo risaltare l’importanza e la storia di quella che non è solo una splendida dimora ottocentesca.

Il poeta Girolamo Comi è una figura importante della letteratura salentina: nato in un paesino del Sud Salento, durante il suo soggiorno a Parigi fu vicino ai più rilevanti esponenti della poesia simbolista d’inizio Novecento. Tornato a Lucugnano, fondò l’Accademia Salentina e la casa editrice “L’Albero”. La prima trovò luogo nel suo palazzo baronale, in cui furono accolti intellettuali come Maria Corti, Alfonso Gatto e Vittorio Bodini. Nella sua dimora Comi passò gli ultimi anni, trasformandola in una biblioteca ricca di testi rari, molti in lingua francese, che riempiono ancora gli scaffali di librerie poste in stanze di un’austera eleganza.

Nelle sue principali opere, “Spirito d’armonia, Canto per Evae fra lacrime e preghiere” i temi spaziano dalla descrizione del paesaggio, alla vita spirituale dopo la conversione al Cattolicesimo e infine l’amore. Che ne sarà ora di questa dimora, lasciata dal poeta alla Provincia dopo la morte avvenuta nel 1968? In occasione del cinquantennale il Comitato Pro Casa Comi ha promosso un’importante rassegna culturale.

Andrea Torsello (Liceo Classico)

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