TRASH IS FOR LOSERS

zero-wasteSpesso i bei materiali trascendono l’eticità e portano l’uomo a commettere errori di cui potrebbe pentirsi. Otto milioni le tonnellate di plastica che ogni anno inquinano i nostri mari, formando delle macchie fitte e compatte che costituiscono un pericolo per gli ecosistemi marittimi e per le navi. Erano gli anni Novanta quando per la prima volta il capitano di uno yacht si è imbattuto nella grande chiazza di rifiuti del Pacifico; da allora, simili formazioni sono state avvistate in tutti gli oceani.
Ultimo caso eclatante è rappresentato dalla morte di un capodoglio sulle spiagge di Cabo de Palos in Spagna lo scorso 27 febbraio. L’autopsia ha rivelato ben trenta kilogrammi di rifiuti all’interno dell’animale, molti di cui microplastiche che ingenuamente esso ha ingerito scambiandoli per cibo. Se non si interviene immediatamente uno tsunami di plastica ci sommergerà: secondo le stime infatti, nel 2050 gli oceani potrebbero contenere in termini di peso più plastica che pesci.
Il responsabile di questa situazione è ovviamente l’uomo, consumatore per eccellenza, che con il suo egoismo si è sempre posto al centro del mondo con una considerazione della natura funzionale al proprio benessere: egli, con la sua vita frenetica, non riflette mai sull’impatto ambientale che ha una singola cannuccia di plastica e non ha ancora assunto una certa responsabilità nei confronti del rispetto del pianeta.
Il numero di associazioni e di attivisti che tutelano l’ambiente è semprecannucce-di-plastica-inquinamento-impatto-ambientale-3 in crescita, ma ciò non basta a fermare l’inquinamento. Lo stile di vita al quale tutti i Paesi dovrebbero aderire è lo “zero waste”,una strategia di gestione dei rifiuti, basata sulla riduzione al minimo di essi e, in particolare, di imballaggi costituti da polimeri sintetici che rappresentano la parte più difficile da smaltire. Tale metodo non prevede processi di discarica o incenerimento ma di riutilizzo, in modo da trasformare la spazzatura in una risorsa. Piccole accortezze, come l’utilizzo di prodotti solidi per l’igiene evitando gli imballaggi, potrebbero davvero salvare il nostro pianeta, riducendo notevolmente anche le malattie da inquinamento che si ripercuotono sull’uomo.
Impariamo ad amare la terra e lei un giorno ci ripagherà con incredibili emozioni.
Biancamaria Ambrosio IIIH
Liceo Scientifico Enrico Fermi (Bari)

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