L’era della dis-social-informazione

È da anni, ormai, che conviviamo e siamo sempre più influenzati da una delle più rivoluzionarie invenzioni di tutti i tempi, il web. Grazie alla rete abbiamo tutto a portata di pochi click: possiamo, ad esempio, contattare un amico a mille chilometri di distanza in tempo reale, condividere un proprio pensiero con una miriade di persone, o informarci su qualsiasi argomento che ci interessi. Purtroppo tutto, anche ciò che sembra innocuo, può avere un lato negativo e il web non fa eccezione, e chiama il proprio lato più sinistro disinformazione.

Grazie all’avvento dei social network e alla facilità con cui si può diffondere una notizia sul web, la disinformazione è divenuta un ostile e nefando fenomeno all’ordine del giorno, che uccide e reprime ciò che c’è di buono nella rete, abbindola la gente e crea veri e propri gruppi di persone disinformate. Ma come e perché il web è invaso di disinformazione? Il motivo principale sono le fake news: brevi notizie o persino interi articoli, creati nella maggior parte dei casi per divertimento o da gente non competente in materia, che spopolano sui social network e finiscono sulle home page di poveri ignari.

Come prevenire e come fermare questa ondata di fake news? Certamente la soluzione migliore risulta essere una campagna di sensibilizzazione e di istruzione, possibilmente dello Stato, sul come capire se una notizia sia vera oppure falsa, in base a vari fattori che molte volte vengono trascurati dagli inconsapevoli lettori, come la veridicità di un sito o il supporto di dati o studi ufficiali ad una tesi esposta.

 

Giuseppe Chiantera, 3^ H

Liceo Scientifico Statale Enrico Fermi, Bari

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