Totó: 120 anni dalla nascita.

Totò da Pinocchio

“L’unica cura per l’acne giovanile è la vecchiaia.”
“Gli avvocati difendono i ladri. Sa com’è…Tra colleghi…”.
Chi ha pronunciato queste meravigliose battute? Totò è il nome d’arte di Antonio De Curtis. Nacque il 15 febbraio 1898 da Anna Clemente e Giuseppe De Curtis; i suoi genitori non erano sposati e inizialmente il padre non lo riconobbe come figlio. Sin da bambino dimostrò forti doti artistiche: anziché dedicarsi allo studio, intratteneva i compagni con piccole recite o cercando di imitarli. Terminate le scuole elementari fu iscritto al collegio Cimino. Fu lì che, mentre a ricreazione tiravano scherzosamente di boxe, un precettore lo colpì accidentalmente sul viso, che assunse la caratteristica conformazione del naso e del mento; un episodio che definì la sua “maschera”. Nel 1913 Totò iniziò ad esibirsi in teatri periferici con lo pseudonimo di “Clerment”. Agli inizi degli anni ‘20 il padre lo riconobbe e sposò la madre. Subito dopo si trasferirono a Roma. Lì l’artista trovò lavoro in teatro, sebbene dovesse sacrificarsi per raggiungerlo, dal momento che non aveva i soldi neanche per un biglietto del tram. A tal proposito chiese qualche moneta all’impresario Capece, il quale lo sostituì subito; fu un duro colpo per Totò che si allontanò momentaneamente dall’arte. Successivamente decise di tentare al teatro “Ambra Jovinelli”, dove iniziò a ottenere molto successo. Nel ‘33 fu adottato dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas ed ereditò la sua lunga serie di titoli nobiliari. In tournée a Firenze conobbe la futura moglie, Diana Rogliani, da cui ebbe la figlia Liliana: lo stesso nome dell’ex-fidanzata Liliana Castagnola; Totò l’aveva lasciata e lei si era suicidata. Divorziato dal 1939, nel ‘52 iniziò la relazione con Franca Faldini, con la quale passò tutto il resto della vita, senza sposarsi. Morì a Roma il 15 aprile 1967. Per lui ci furono tre funerali: uno a Roma, uno a Napoli e uno nel quartiere dov’era nato. Questo personaggio mi piace moltissimo per come sapeva far ridere, per come sapeva far riflettere con le sue poesie ed anche perché, pur avendo non avuto vita facile, si è sempre rialzato in piedi e ha continuato a lottare.
Valentina Polignano
Scuola “G.Parini” – Classe III B

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