La cultura della sicurezza parte dalla scuola

1.104 vittime; 16.557 malattie professionali; 641.345 infortuni sul lavoro. Questi i numeri drammatici registrati solo nel 2016 e riportati il 12 dicembre 2017 dal Direttore Generale Indire, Flaminio Galli, al convegno “Memory Safe: la cultura della sicurezza”.Il Direttore Generale afferma che “la scuola, luogo di lavoro dove si formano i lavoratori di domani, deve offrire tutti gli strumenti necessari per confrontarsi sui rischi connessi alle attività lavorative” incentivando così, partendo dalla scuola, la promozione di iniziative finalizzate a diffondere la cultura della Sicurezza nel mondo del lavoro; tra queste l’incontro con due inviati dell’Inail, cui ha partecipato il nostro Istituto.

Il dibattito, partito da argomenti di carattere generale sulla sicurezza, diventapiù coinvolgente, quando si discute di un ambiente di lavoro a noi molto caro che ci accoglie per cinque ore al giorno per 200 giorni l’anno, la scuola. I nostri occhi continuano a meravigliarsi mentre si aprono su situazioni talvolta pericolose o, comunque, rischiose, diffuse negli ambienti scolastici e mai percepite nella nostra personale storia di scolari prima e studenti ora come fonte di pericolo. È così che cominciamo a percepire come un diritto fondamentale diventiimperativo categorico per la garanzia della salute e della tutela della nostra vita ieri, oggi e domani.

Noi e i nostri genitori abbiamo sempre considerato la scuola un luogo “sicuro”: quale genitore farebbe uscire ogni mattina il proprio figlio, sapendo che si reca sulla scena di un teatro di possibili incidenti, più o meno gravi, talvolta fatali? Il maggior numero di infortuni denunciati all’Inail coinvolge ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni e si registra soprattutto durante lo svolgimento di attività ludico – sportive e ricreative. Il problema più grave è che, cercando un comune denominatore, si trova la sicurezza degli edifici scolastici. Dai tradizionali banchi provvisti ancora, nella maggior parte dei casi, di pericolosi spigoli a cavi elettrici non sempre adeguatamente isolati, a grate mancanti su piani troppo alti, la Scuola avrebbe bisogno, proprio come molti altri luoghi di lavoro, di una vera e propria opera di bonifica.

Ogni monito che giunga da un incontro o da un dibattito come dal concerto del 1° maggio è un inno a un diritto dimenticato, a un dovere morale da cui nessuno si deve sentire escluso. La vita ha un valore sacro che non si può perdere nell’esercizio di un diritto garantito nel primo articolo della nostra Costituzione.

Papadia Diego, Sergi Virginia

II A/L Liceo Scientifico delle Scienze Applicate

IISS  “Mattei”- Maglie (Le)

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