Pane e cultura sulle rotaie

 

Le Ferrovie Appulo Lucane (FAL) nascono come Ente Governativo nel 1915, per poi diventare nel 2001 S.r.l. Da più di un secolo rappresentano la storia delle ferrovie di Puglia e Basilicata, non soltanto nella funzione di mezzi di trasporto, ma anche come veicoli di cultura e tradizione.  Collegano i tre capoluoghi di Bari, Potenza e Matera, ma anche buona parte del territorio pugliese e lucano. In particolare, può essere interessante la tratta Matera-Altamura, in quanto su queste rotaie continuano a mescolarsi quella cultura e quelle tradizioni che nei secoli precedenti hanno viaggiato su altre vie di comunicazione. Si tratta, infatti, di un legame stretto e vetusto e ne è prova, ad esempio, la produzione e la commercializzazione di uno dei più antichi prodotti alimentari: il pane. D’altronde, se il cibo è cultura, anche quella del pane è una storia che ci racconta dei popoli e delle loro terre. È infatti annosa la questione tra Matera e Altamura che se da un lato, hanno rapporti di “buon vicinato”, dall’altro, si contendono il primato del pane più buono. La rivalità ha nei tempi scatenato una vera e propria “guerra del pane”, in cui Altamura è risultata di recente vincitrice ufficiale, essendole stato riconosciuto il marchio DOP (alla ‘cugina’ soltanto quello IGP). Al di là dei titoli, va rilevato che, pur con caratteristiche specifiche, i due tipi di pane presentano evidenti somiglianze, che non possono che testimoniare come, grazie ai movimenti “migratori” di uomini e donne, le tradizioni dei due territori si siano mescolate, dando vita ad una nuova e condivisa cultura alimentare. Non è improbabile che da più di cento anni a questa parte anche le FAL abbiano contribuito alla diffusione di un pensare comune, di una cultura comune e, soprattutto, di un mangiare comune. Le rotaie sono sempre state, e continuano ad esserlo, il fulcro degli incontri tra gente diversa. Il pendolare ha trasmesso il suo sapere ed ha seminato pezzi della sua tradizione in ogni persona che ha incontrato, ricevendo a sua volta in cambio altre forme di sapere, di usi e costumi. Un ciclo continuo, che anche grazie alle rotaie non ha mai fine.

Federica Capriati

classe III I

I.C. Nicola Zingarelli – Bari

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