Storia di rotaie nella voce di un ex- ferroviere

Attraverso la voce di un ferroviere in pensione, che ha vissuto in prima persona i diversi mutamenti sulle rotaie negli ultimi quarant’anni, è arrivata una storia particolare, quella delle ferrovie in Puglia e Basilicata. L’intervistato speciale è Michele Furnò. A casa sua, tra vecchi cimeli risalenti a più di un secolo fa, una vecchia lanterna e una specie di tromba, utilizzate per avvertire dell’arrivo dei treni, quand’ancora funzionavano a vapore. Nonno Michele descrive con emozione la sua passione per la ferrovia in una vita vissuta praticamente da sempre sulle rotaie: padre e nonno ferrovieri, fino a 15 anni la sua famiglia aveva alloggiato in un casello ferroviario, ai margini di un passaggio a livello azionato manualmente. A proposito dei collegamenti tra Puglia e Basilicata, nonno Michele ricorda perfettamente le difficoltà incontrate nella realizzazione delle linee ferroviarie nel territorio lucano, perché montuoso, e in particolare una delle tratte più problematiche, quella che da Rocchetta Sant’Antonio (FG) arrivava a Potenza, per cui si era resa necessaria la costruzione di gallerie. Disegna sulla carta la mappa delle linee ferroviarie di Puglia e Basilicata: Trenitalia, le ferrovie del Gargano, le ferrovie lucane e il tratto Bari-Barletta. Le tratte che, partendo dalla Puglia, l’una da Foggia, l’altra da Taranto, giungevano in Basilicata facendo entrambe capolinea a Potenza, oggi risultano unificate nella Ferrovia di Potenza centrale, ma un tempo erano distinte, la Ferrovia superiore e la Ferrovia minore. A differenza del passato, oggi l’affluenza su queste linee (e in tutta la Basilicata) è molto scarsa, con treni utilizzati specialmente la mattina da pochi lavoratori pendolari. E infatti alcune stazioni tra Foggia e Potenza versano in uno stato di semi-abbandono e di aperto vi è rimasta soltanto la sala d’attesa, utilizzata dai turisti per ripararsi dalla pioggia e sedersi; alcune stazioni sono state sostituite da attività commerciali. Sarebbe bello in qualche modo recuperare queste tratte dismesse, per esempio togliendo i binari e trasformandole in piste ciclabili: la loro non sarebbero storia vecchia ma presente in corso.

                                                                                                                                               Micaela Valerio

III I – I.C. Nicola Zingarelli (Bari)

 

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